Sicurezza
Giustizia dopo 10 anni, l’Asl chiede i danni
Al centro della vicenda un posto da farmacista mai assegnato: concorso nel 2002, appello nel 2012
PISTOIA. Quand’è che un processo dura un tempo “irragionevole”? Quando tra primo grado ed appello, dura dieci anni, rispondono dall’Asl 3. E infatti nei giorni scorsi il direttore generale Alessandro Scarafuggi ha firmato una delibera per far causa allo Stato, rivelatosi incapace di decidere su una questione legale che vedeva contrapposta l’azienda al farmacista vincitore di un concorso. La causa mira ad ottenere il risarcimento espressamente previsto dalla legge 24 marzo 2001 numero 89 quando la giustizia non rispetta il “termine ragionevole” per far conoscere la propria decisione. Della questione si occuperà l’avvocato Giorgio Valenti, del foro di Livorno.
Ma qual è questo processo-tartaruga?Si tratta di una vicenda di diritto amministrativo, innescatasi nel 2001, quando un laureato in farmacia, Federico Romagnoli, si ritrovò primo in graduatoria nel concorso bandito nel 2000 dall’Asl 3 per l’assunzione di un farmacista dirigente.
Fatta la graduatoria, Romagnoli non ebbe però più notizie dall’Asl e anche un atto di diffida del febbraio 2002 rimase senza effetto. Anzi, no: lo stesso anno l’Asl revocò il concorso, spiegando che il nuovo Piano sanitario regionale obbligava a ristrutturare il servizio e quel posto da farmacista non era più previsto. Romagnoli si sentì danneggiato e bussò al Tar della Toscana, che nell’aprile 2003 rispose dandogli torto e, invece, ragione all’Asl.
Ma il mancato farmacista non si diede per vinto e impugnò la decisione dei giudici amministrativi regionali di fronte al Consiglio di stato. A suo parere il comportamento dell’Asl era stato sbagliato. Tra l’altro, aveva assunto (a termine) un altro farmacista per coprire temporaneamente il posto che sarebbe dovuto toccare a lui fino alla riorganizzazione del servizio.
Il ricorso ai giudici romani è del 2004. Da allora gli avvocati hanno depositato le loro memorie, i giudici si sono visti tutti gli atti della causa e il presidente della terza sezione Pier Giorgio Lignani ha potuto relazionare ai colleghi sulla vicenda. Il problema è che l’ha fatto soltanto il 9 marzo scorso: ben otto anni dopo la presentazione del ricorso.
Nel merito della vicenda, per la verità, anche il Consiglio di stato ha finito con il dare ragione alle scelte dell’Asl e torto alle pretese del Romagnoli. Ma da Pistoia non si contesta certo il merito della decisione. No, il problema, come ben evidenziato nella delibera di Scarafuggi, è l’eccessiva durate complessiva del giudizio. Di qui la decisione di chiedere un risarcimento allo Stato. Sempre che anche stavolta... non ci vogliano dieci anni.
(f.cl.)
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