Gioco
Confartigianato: un fondo contro la disoccupazione
PISTOIA. Un fondo provinciale per l’occupazione, a cui siano destinate tutte le risorse reperibili dalle istituzioni, dalle fondazioni, dalle associazioni, dai privati. È la proposta di Patrizio Zini,...
PISTOIA. Un fondo provinciale per l’occupazione, a cui siano destinate tutte le risorse reperibili dalle istituzioni, dalle fondazioni, dalle associazioni, dai privati. È la proposta di Patrizio Zini, segretario Confartigianato, dopo un’analisi approfondita delle difficoltà di accesso dei giovani al mondo del lavoro.
«Il titolo della rubrica di un quotidiano locale di qualche giorno fa "Tagliandi dei lettori - Si offrono cuochi, ingegneri, badanti, pizzaioli e ragionieri" non poteva essere più rappresentativo del dramma che stanno vivendo le nuove generazioni», afferma Zini.
«È saltato - prosegue - l'algoritmo titolo di studio-lavoro-escalation sociale che ha caratterizzato la mia generazione, si è vanificato il principio per cui bastava studiare e andare all'Università, e magari laurearsi in una facoltà scientifica, per avere successo e contribuire al progresso del Paese, si sta smentendo la convinzione che bastava dedicarsi ai lavori manuali e più umili per occuparsi, è stata sfatata la teoria dei "trentenni bamboccioni" arroccati in famiglia perché questo non è una scelta socio-culturale ma, purtroppo solo una necessità, cioè l'ammortizzatore sociale più efficace».
Non trovano lavoro manovali e badanti, ma neppure gli ingegneri laureati con 110 e lode e che si sentono offrire un lavoro altamente professionale da 400 euro al mese o, in alternativa, un’impegnativa professione di cameriera agli apericena.
«Comincia ad esserci un percezione diffusa del problema, ma non si vedono ancora interventi, fatti concreti e la mobilitazione necessaria . Il problema - ricorda Zini - è certamente mondiale ma anche locale, considerando che Pistoia, almeno nel panorama regionale, presenta i dati macro-economici e occupazionali peggiori.
Pur convinto che non è facile trovare rimedi taumaturgici e pur cosciente che è più facile essere avviliti che propositivi, proviamo a creare un fondo provinciale per l'occupazione destinandoci tutte le risorse reperibili dalle Istituzioni dalle Fondazioni, dalle Associazioni dai privati, e soprattutto ciò che deriverà dai tagli improcastinabili agli "sprechi" della pubblica amministrazione, anche locale.
Il fondo potrebbe intervenire sulla diminuzione del costo del lavoro (magari pagando gli oneri riflessi) per incentivare le assunzioni e rendere più competitive le nostre aziende».
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