Il Tirreno

Pistoia

«Sui bambini del Cip Ciop anche lesioni gravissime»

di Massimo Donati
«Sui bambini del Cip Ciop anche lesioni gravissime»

Al processo contro le due maestre parlano i primi cinque avvocati di parte civile e chiedono la condanna per un reato ancor più pesante di quello contestato

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Un bambino costretto a mangiare quello che aveva appena vomitato; altri obbligati a mangiare dopo essere stati afferrati per i capelli e sbattuti con la nuca sulla spalliera del seggiolone; bambini a cui veniva aperta a forza la bocca per poi essere obbligati a deglutire con un bavaglino premuto per alcuni lunghi secondi sul volto; altri ancora presi a schiaffi o a botte sulla testa affinché obbedissero agli ordini; e per la maggior parte del tempo - fatti sparire tutti i giochi non appena i genitori si allontanavano - i piccoli venivano costretti a starsene da soli, seduti a terra, in una stanza senza sorveglianza; se poi piangevano, per non farne sentirne i gemiti, veniva alzato il volume della radio…

Le violenze ai 46 bambini dell’asilo Cip Ciop, immortalate dalle telecamere spia della polizia, erano già state ampiamente descritte dal pubblico ministero nella memoria consegnata al giudice al termine della sua requisitoria, mercoledì della scorsa settimana. Ieri mattina, davanti al gip del tribunale di Genova - dove è in corso il processo per rito abbreviato contro le due maestre Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, accusate di maltrattamenti aggravati da lesioni gravi – è stata la volta delle prime arringhe degli avvocati di parte civile. In cinque, in rappresentanza di altrettante famiglie, hanno preso la parola, parlando, complessivamente per circa un’ora e mezzo: gli avvocati Alberto Russo, Graziella Durante, Luigi Santomassimo, Bruno Bellini e Giovanna Andreini.

In tutto, i bambini per cui è stata decisa la costituzione come parte civile sono 24, su un totale di 46 vittime accertate dei maltrattamenti (quelli sottoposti a perizia da parte del ctu del giudice sono stati invece 27).

«Abbiamo cercato di far capire – spiega l’avvocato Russo – che le lesioni possono secondo noi anche essere considerate gravissime, con tutte le eventuali conseguenze in termini di pena. Secondo noi sono altamente provati tutti i fatti che hanno dato origine al processo, e in gran parte anche confessati. E’ un processo secondo me chiaro, con una prova evidente: d’altronde viene da una richiesta di giudizio immediato da parte del pm. C’è inoltre la consulenza in atti, quindi mi pare che adesso sia solo un problema di inquadramento della fattispecie del reato e quindi di trattamento sanzionatorio: ripeto, secondo noi potrebbero essere contestabili da parte del giudice, ai sensi del 521, le lesioni gravissime. Non solo, ma anche del concorso di reati tra i maltrattamenti e le lesioni: le maestre sapevano di infliggere lesioni ai bambini; secondo noi c’era l’elemento soggettivo, erano consapevoli di infliggere, o di poter infliggere, delle lesioni ai bambini».

Ancora 15 gli avvocati di parte civile (compreso l’avvocato Cecilia Turco, che rappresenta il Comune di Pistoia per il danno d’immagine subito) che dovranno parlare nel corso delle udienze già fissate per il 23 maggio e il 14 giugno. Il 27 giugno toccherà alle arringhe dei difensori. Quindi dovrà essere fissata un'altra data per le repliche. La sentenza è prevista non prima del prossimo autunno. Il pm Silvio Franz ha chiesto per Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, rispettivamente, 8 e 6 anni di reclusione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca