Il dolore
«Olimpiadi del Verde per il rilancio»
Il presidente degli Amici di Groppoli: «Arte, cultura e creatività le armi per aprirci al mondo puntando sui giovani»
PISTOIA. Ti metti a sedere davanti alla sua scrivania per l’intervista e ti sommerge di programmi e depliant su iniziative culturali, mostre, concerti e spettacoli di ogni genere, accompagnate da libri che svelano tanti segreti di Pistoia. Dall’avvocato Gian Piero Ballotti, presidente dell’associazione “Amici di Groppoli”, arriva la conferma: la città è un pullulare di iniziative che valorizzano la tradizione, la storia e il territorio pistoiese. Il guaio è che non si riesce - se non in pochi casi - a farle diventare veri e propri eventi, promossi per tempo nel mondo e ben calendarizzati, in modo da portare il flusso turistico di qualità di cui ci sarebbe un gran bisogno anche per il rilanciare il commercio e il terziario e, più in generale, l’esangue economia locale.
Toccare il tema dei “contenuti” per gli stupendi “contenitori” di cui la città dispone (su tutti la Fortezza Santa Barbara, il complesso di S. Lorenzo e la nuova Cattedrale) è come invitare a nozze l’avvocato.
«Dalla nostra, come da altre associazioni, arrivano proposte a getto continuo, spesso di respiro nazionale e internazionale - dice Ballotti -. Noi utilizziamo in genere la nostra villa, ma certo non guasterebbe far vivere anche i contenitori pubblici di cui Pistoia dispone e che molte città ci invidierebbero».
Ma perché tutti indicano lo stesso percorso per rilanciare la città e poi non accade niente? Nessuno nega la necessità di recuperare il centro storico come cuore pulsante delle iniziative culturali e della vita della città, di riportarvi funzioni e attività, di puntare su un calendario ben organizzato e spalmato su tutto l’anno per eventi di grande richiamo, di individuare il soggetto e i fondi per la necessaria opera di promozione e comunicazione. È un tema di cui sul Tirreno si parla da mesi ed è entrato anche nella campagna elettorale, ma al momento non si vedono impegni concreti.
«È una giusta osservazione. Vede, Pistoia ha difficoltà ad aprirsi, a diventare una città globale, del mondo, a liberarsi delle paure da provinciali che la caratterizzano. Dovremmo darci tutti da fare invece perché la città cominciasse a vivere questo rapporto con l’esterno, a farsi conoscere. Abbiamo da offrire cultura e bellezze a iosa, unite alla storia e alla tradizione, anche nel campo dell’agroalimentare e dell’enogastronomia. Chi scopre Pistoia rimane incantato, ma sono ancora poche persone. Certo, è necessario unire le forze, fare sinergia e impegnarsi per la promozione, ma prima ancora è indispensabile un salto culturale. Superando il conservatorismo che ancora oggi ci frena. Andando alla riscoperta delle nostre radici troveremo la spinta per il vero rilancio».
Come mai, secondo lei, nella città riconosciuta nel mondo come capitale del vivaismo non si hanno mostre aperte al pubblico, che senza dubbio eserciterebbero un grande richiamo?
«Non è facile convincere gli imprenditori di questo settore a mettere in mostra i gioielli della loro produzione, sono riservati e gelosi dei loro segreti. Però le posso anticipare che abbiamo un grande progetto. Con la collaborazione dell’azienda Mati stiamo lavorando per organizzare a Pistoia, ogni quattro anni, le Olimpiadi del Verde. Per due settimane la città dovrebbe brulicare di gente venuta per assistere al grande evento. Nel frattempo bisognerebbe che migliorasse il rapporto tra vivaisti e città per la cura del verde e l’arredo urbano».
Quale impegno si sentirebbe di chiedere alla nuova amministrazione, in via prioritaria?
«Attivare ogni iniziativa che possa sostenere tutto quanto può portare alla creazione di nuovi posti di lavoro, in particolare per i giovani. E per questa categoria vorrei che si mettessero a disposizione spazi pubblici, gratuiti, per il confronto, la crescita e la valorizzazione della creatività. Ci sono ragazzi davvero in gamba, in qualche caso assolute eccellenze, che stentano ad emergere. Vanno aiutati, è da loro che deve partire il riscatto della città in tanti settori. Proprio in questi giorni sono venuti da noi giovani che propongono un progetto da valutare: la trasformazione della Porrettana in un tram-treno a servizio della città e della Montagna. Un’opera che potrebbe scongiurare la chiusura della ferrovia. Chi ha tanto ingegno, idee da portare avanti va ascoltato e sostenuto».
Torniamo alle iniziative proposte dalla associazione Amici di Groppoli che potrebbero crescere e diventare veri e propri eventi.
«Sono tante, ne ricordo alcune. Le ho detto delle Olimpiadi del Verde, che in linea di massima dovrebbero vedere la luce nel giugno del 2013. Poi ci sono tutti gli spettacoli in musica legati all’opera di celebri poeti e scrittori, senza dimenticare il “Pinocchio in musica”. A a questi si affiancano i concerti programmati per l’estate. Per parte nostra stiamo poi lavorando ad una serie di iniziative che mirano a far scoprire e a valorizzare in modo permanente la vera Pistoia. Vanno in questa direzione gli itinerari tematici, ovvero i percorsi cittadini che raccontano la vita sette-ottocentesca e si soffermano sulla vita e le gesta dei personaggi illustri dell’epoca. Lavoriamo poi alla “Non guida” che racconta le piccole storie e illustra i vecchi mestieri, i personaggi, i luoghi particolarmente amati e frequentati, i cibi caratteristici, la folla notturna dei giovani, i piccoli segreti dei giardini del centro, i percorsi sotterranei».
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