Il Tirreno

Pistoia

«Niente terapie fino a luglio, devo lavorare»

di Beatrice Faragli

PISTOIA. Due mesi di attesa per una visita dal fisiatra dell’Asl. Ma, nella migliore delle ipotesi, per le cure di riabilitazione in uno dei centri convenzionati Asl. Tanto dovrà aspettare Mauro Tosi,...

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PISTOIA. Due mesi di attesa per una visita dal fisiatra dell’Asl. Ma, nella migliore delle ipotesi, per le cure di riabilitazione in uno dei centri convenzionati Asl. Tanto dovrà aspettare Mauro Tosi, un elettromeccanico di 55 anni, nel caso in cui - spalla dolorante permettendo - decida di adeguarsi ai tempi della sanità pubblica. L’alternativa è sborsare 500 euro per le cure riabilitative non convenzionate. Si è già rivolto ad un fisiatra privato per la prima visita. Costo: 60 euro. «Impossibile – dice – aspettare il 18 giugno per un controllo. Sono andato a prendere l’appuntamento il 19 aprile e mi hanno fissato l’incontro con lo specialista dell’Asl due mesi dopo». Tosi, dipendente in piccola ditta, ha avuto un incidente sul lavoro che gli è costato la lesione dei tendini della spalla. «Venerdì – continua – ho una nuova visita all’Inail. Sono fermo da settimane e non posso aspettare i tempi del servizio sanitario pubblico». Il fisiatra gli avrebbe indicato delle cure specifiche per alleviare i dolori e risolvere il problema fisico. I centri di riabilitazione convenzionati però gli hanno offerto soltanto lunghe liste d’attesa. «Mi sono rivolto a Villa Maria, ma mi hanno spiegato che sono pieni fino a luglio e che avrei dovuto aspettare almeno fino a quella data per ottenere qualcosa. Prima ancora sono stato alla Misericordia per chiedere una visita col fisiatra, ma mi hanno detto che il servizio non era attivo nella loro struttura. Ho smesso di cercare, sono scoraggiato. La mia esigenza è di tornare presto al lavoro. Sembra però che il sistema funzioni al contrario. Per curare un infortunio del 31 marzo scorso dovrei aspettare luglio?». Tosi parla di costi inutili per l’intera collettività – vista l’attuale presa in carico dell’Inail – e mancanza di tutele sia per il lavoratore che per l’azienda artigiana in cui lavora: «La mia è una mansione manuale. Uso continuamente trapani e avvitatori. Le cure sono importanti per tornare in buone condizioni. Bisogna avere qualcosa di estremamente grave ed essere considerati casi urgenti per le strutture pubbliche?». L’azienda Usl è a conoscenza del caso. Nei prossimi giorni chiarirà in dettaglio gli aspetti legati al centro di riabilitazione Asl di Valdibrana e agli altri istituti convenzionati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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