Il dolore
L’acero monumentale rischia di morire
CUTIGLIANO. L'acero monumentale di piazza Michelucci è in pericolo di vita. Dopo mesi di vana attesa e false speranze per un qualche intervento risolutivo o almeno migliorativo, riaffiora fra gli...
CUTIGLIANO. L'acero monumentale di piazza Michelucci è in pericolo di vita. Dopo mesi di vana attesa e false speranze per un qualche intervento risolutivo o almeno migliorativo, riaffiora fra gli abitanti di Cutigliano la preoccupazione per le condizioni di salute del vecchio albero che da oltre 200 anni fa ombra alla chiesa di San Bartolomeo. L'acero, albero monumentale catalogato dalla Regione Toscana e dunque bene culturale a tutti gli effetti, è malato da tempo. Oltre alla veneranda età, l'albero risente delle passate sventure.
Prima la caduta del ramo più grosso stroncato dal forte vento. Poi il tremendo attacco fungino che, assieme alle infiltrazioni di umidità dal moncone e dalla ferita aperta sul tronco, sta facendo marcire il fusto dall'interno. Insomma, l'acerone necessita di urgenti cure. Carlo Govigli rinnova il suo appello esprimendo la preoccupazione di molti compaesani. «Anche una persona non esperta vede che questo enorme albero è da curare e da tenere sotto controllo – obietta Govigli – non solo per l'interesse storico e turistico, ma anzitutto per questioni di pubblica incolumità. Il suo peso, dell'ordine di tonnellate, è tutto sbilanciato a monte, verso la chiesa e la sua loggia. La ferita aperta sul tronco, in progressiva decomposizione, lo indebolisce. In caso di crollo, l'albero potrebbe colpire l'edificio e le persone che sostano nel piazzale o transitano in strada».
Govigli sottopose il problema all'amministrazione con una lettera del 7 marzo 2011. Nella risposta datata 31 marzo si diceva che una ditta di esperti aveva svolto un sopralluogo per valutare gli interventi necessari. Nel settembre 2011, il Comune fece visitare l'albero da un'esperta che indicò due interventi: una potatura svolta da esperti in tree-climbing con tecniche adeguate ed un (costoso) intervento straordinario di sanificazione dalla micosi. «Di fatto non si è preso alcun provvedimento – prosegue Govigli – l'unico intervento materiale fu la potatura ordinata d'urgenza dal Comune ai Vigili del fuoco quando, lo scorso ottobre, il forte vento troncò diversi rami facendoli cadere sulla strada che rimase chiusa al traffico per tutto il giorno. I Vigili del fuoco hanno fatto anche più del dovuto, ma il problema non è stato rimosso. La pianta ha dei nuovi butti. Varrebbe la pena impegnarci tutti per tentare di allungare la vita a questo secolare acero, che da piccoli ci ha visto giocare, crescere, andare a scuola e poi diventare adulti. Si potrebbe impermeabilizzare la ferita laterale e coprire la falla, con guaine o cemento come si faceva una volta. Due interventi semplici che forse potrebbero far campare la pianta ancora qualche anno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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