Cassero, Pistoiambiente vuole sei milioni di euro
Ricorso al Tar nei confronti di Provincia, Comune, Asl, Arpat: non hanno concesso l’ammissione in discarica di rifiuti pericolosi con un più alto contenuto organico
Quello chiesto da Pistoiambiente a Provincia, Comune, Asl e Arpat è un risarcimento danni milionario. Gli enti potrebbero ritrovarsi a pagare sei milioni di euro per non aver concesso alla società l'ammissione in discarica "di rifiuti pericolosi con un più alto contenuto organico rispetto a quanto finora autorizzato".
La Conferenza dei servizi, competente per il riesame dell'Autorizzazione integrata ambientale, ha chiuso la pratica nel marzo scorso senza cambi di rotta. Il ritiro del ricorso al Tar pronosticato di fronte a un eventuale marcia indietro degli enti è ormai superato dai fatti. Oggi il Comune serravallino è in attesa della sentenza. «Il pronunciamento del tribunale - spiega il sindaco Patrizio Mungai - dovrebbe avvenire entro pochi giorni». La società si era rivolta alla giustizia amministrativa nel 2011, dopo la bocciatura in prima battuta - all'epoca del tutto provvisoria - arrivata dalla Provincia, in accordo con Comune di Serravalle, Agenzia regionale per la protezione ambientale e Azienda sanitaria, delle richieste di modifica dell'Aia avanzate dal gestore della discarica (nel rispetto, secondo l'azienda, delle nuove disposizioni ministeriali) per intercettare quei rifiuti attualmente dirottati in altri impianti, là dove ne è ammesso il conferimento. Secondo alcuni il ricorso avrebbe potuto creare pressioni sulla decisione finale della Conferenza dei servizi.
Il terzo e ultimo incontro tra Provincia, Comune, Asl e Arpat ha invece confermato le intenzioni iniziali. «La questione più grossa delle deroghe chieste - continua Mungai - riguardava proprio la quantità di organico ammissibile nei rifiuti conferiti in discarica e su questo preciso ambito siamo andati avanti senza interferenze».
Per Pistoiambiente si tratta di un "no" da sei milioni di euro. Il riesame dell'Aia però non ha portato soltanto a rimbalzi. Le altre richieste infatti, in linea con il decreto ministeriale del 27 settembre 2010, sono state accolte in sede di Conferenza dei servizi e l'autorizzazione è stata modificata. I parametri d'accettazione, relativi alle concentrazioni limite di metalli pesanti ed altri inquinanti rilasciati dai rifiuti, sono stati triplicati.
Dagli uffici comunali sottolineano tuttavia che la tipologia accettata resterà la stessa, così come la quantità ammessa in discarica. I cambiamenti richiesti dalla società nell'estate scorsa furono oggetto di un'aspra critica da parte dell'opposizione di centrodestra.
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