Proteste
Mura e cornicioni che cadono a pezzi Sos da Bottegone
Ancora proteste dagli inquilini di uno stabile della Spes tra infiltrazioni, porte che non chiudono e sicurezza latitante
PISTOIA. I muri grigi in cemento armato si sono deteriorati, spesso se ne staccano dei pezzi, una delle colonne del palazzo è incrinata. I portoni coperti da vecchie impalcature per proteggere dalla probabile caduta di cemento armato, non si chiudono, e salendo le scale del condomio ci sono infiltrazioni d'acqua.
Ma non sono solo questi i problemi. Nicla Venturi è una dei condomini residenti al numero 17 di Via d'Aragona a Bottegone, uno dei tanto discussi condomini popolari che da tempo versano in condizioni di degrado. Poche settimane fa proteste erano venute dal palazzo al numero civico 47, più o meno con gli stessi problemi che denunciano ora gli inquilini del 17.
«Qualche mese fa abbiamo trovato intorno al palazzo, pezzi di cemento armato crollati dalle facciate. Fortunatamente non passava nessuno da lì in quel momento, i bambini vengono fuori a giocare anche perchè qui accanto c'è il parco ed è molto pericoloso – racconta Nicla – ancora più preoccupante è uno dei muri esterni del palazzo, che i vigili del fuoco hanno confermato essere incrinato».
I condomini dei 19 appartamenti del civico 17 di via d'Aragona chiedono almeno un intervento di emergenza data la situazione. Ma i problemi sono molti, come per esempio la messa a norma dei singoli appartamenti. «Per quanto riguarda il gas, non siamo a norma perchè non abbiamo la presa d'aria esterna che dovrebbe esserci». Secondo i condomini sono 25 anni che non vengono effettuati lavori in questi blocchi abitativi popolari, tranne alcuni interventi che però hanno arrecato ulteriori danni.
«Hanno rifatto poco tempo fa l'impianto di riscaldamento perchè c'era una grossa perdita. Ma i tubi dell'impianto, che sono stati messi tutti esterni, li hanno fatti passare dai portoni d'ingresso bucandoli, con il risultato che adesso le porte (che dovrebbero essere anche antipanico, ndr) non si chiudono più. Il palazzo accanto non ha neanche i portoni, noi li avevamo rimessi a posto da soli, facendo una colletta, anche se spetterebbero al proprietario. Come del resto gli estintori, che abbiamo comprato noi mettendone uno ogni 2 piani».
Anche altre due inquiline, Liliana Cherubini e Giusi Chiovè confermano l'emergenza: «È uno schifo, in 25anni non hanno mai fatto un lavoro serio di manutenzione, quando i lavori da fare sarebbero tanti».
Infine, gli inquilini raccontano che sono stati installati sul tetto del palazzo dei pannelli solari, la cui energia non viene usufruita dai condomini che invece usano il metano. «Da quando hanno messo i pannelli solari sul tetto sono iniziate le pesanti infiltrazioni d'acqua sui muri delle scale». Gli abitanti si sono visti più volte costretti a chiamare i vigili del fuoco, e hanno parlato più volte con la Spes, mandando i verbali dei vigili anche alla questura e al sindaco, ma senza ottenere nessun tipo d'intervento.
«Ci viene risposto che non ci sono fondi, ma il palazzo di fronte per esempio, sempre di proprietà della Spes, è stato rimesso completamente a nuovo». Quello che chiedono i condomini sono almeno gli interventi d'emergenza, come quelli per il cemento armato che continua a cadere.
La Spes, tuttavia, già tirata in ballo per le condizioni dei condomini di via D’Aragona, respinge le accuse: la società ha soltanto la responsabilità della gestione degli edifici, la pulizia e la cura delle buone condizioni non sarebbero compito suo.
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