Attenzione
Morte di Seghi: «Un intervento tempestivo e adeguato»
PISTOIA. «Assolutamente falso quando è stato dichiarato sui soccorsi prestati all'operaio della Breda deceduto per infarto». Piero Paolini, direttore del dipartimento di emergenza-urgenza del 118...
PISTOIA. «Assolutamente falso quando è stato dichiarato sui soccorsi prestati all'operaio della Breda deceduto per infarto». Piero Paolini, direttore del dipartimento di emergenza-urgenza del 118 replica alle considerazioni di Vincenzo Benassi, operaio Breda, dopo il malore fatale a Fabrizio Seghi, l’operaio deceduto due giorni fa all’interno dello stabilimento.
«Dai riscontri effettuati sul sistema informatico della centrale operativa 118 risulta che alle ore 12,14 è stata attivata la Misericordia di Pistoia (Equipaggio con defibrillatore Semiautomatico) ed immediatamente dopo l'automedica. Alle ore 12,15 l'ambulanza ha iniziato la propria missione giungendo sul posto alle ore 12,18 (6 minuti dopo la risposta "pronto" dell'infermiera del 118). L'automedica è arrivata 12 minuti dopo.
Appena giunti sul paziente - afferma - sono state continuate le manovre rianimatorie (proseguite poi con l'arrivo dell'equipaggio dell'Automedica) effettuando per altro anche una defibrillazione. Sottolineo che c'è stato un ottimo funzionamento della catena dei soccorsi fin dal momento della chiamata e che l'arrivo dell'equipaggio formato ed abilitato all'uso del defibrillatore, è stato tempestivo ed addirittura i tempi sono stati di assoluta eccellenza. Anche la defibrillazione è avvenuta entro pochi minuti dall'evento».
Per la Misericordia, replica Riccardo Fantacci. «Quando l’ambulanza è arrivata tutto l’equipaggio si è occupato di rianimare l’operaio colpito da infarto, scaricando con il defibrillatore secondo protocollo e iniziando le manovre di rianimazione fino all’arrivo dell’automedica che ha preso in carico il paziente. Cosa che è stata vista dai tanti che erano presenti,e come risulta dall’analisi dello stesso defibrillatore che viene visionato dal 118 dopo ogni attivazione e dove risulta il corretto comportamento dell’equipaggio.
Pertanto - sostiene - non si capisce perché siano state riportate modalità diverse da quelle realmente accadute. Questo ha colpito tutti i membri dell’equipaggio, che si sono visti mortificare nel loro impegno dalle affermazioni del signor Benassi. Purtroppo non è andata come in altri casi. Il paziente non si è ripreso, ma crediamo sia ingiusto addossare responsabilità che certamente l’equipaggio non ha».
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