Sicurezza
Stroncato da un infarto mentre lavora alla Breda
Un’ora di tentativi di rianimazione non sono bastati a salvare l’operaio di 55 anni Fabbrica sotto choc, domani i funerali. Fabrizio Seghi lascia la moglie e un figlio
PISTOIA. È caduto in terra nei pressi del posto di lavoro, mentre stava camminando. Nel racconto di alcuni colleghi, si era allontanato per andare a prendere un antidolorifico contro il mal di testa. Un suo compagno di lavoro ha sentito un tonfo e, girandosi, ha visto Fabrizio Seghi accasciarsi a terra, esanime.
Inutilmente i soccorsi hanno tentato di tenerlo in vita per oltre un’ora. L’operaio della ditta Palumbo, un’azienda dell’indotto Breda che opera all’interno dello stabilimento di via Ciliegiole, è morto intorno alle una e mezzo del pomeriggio. Unanime il cordoglio dei compagni di lavoro e dell’azienda. Fabrizio Seghi, 55 anni, lascia la moglie e un figlio, che si era da poco laureato in discipline alberghiere.
Seghi, originario di Cutigliano, abitava con la famiglia sul viale Adua da molti anni. Era entrato alla Palumbo, che nello stabilimento pistoiese si occupa della movimentazione delle merci, nel 2004. «L’azienda è paralizzata – dice Manrico Ducceschi, delegato Rsu della Breda – Non ferma nell’attività, ma attonita per la tragedia. Perdere un collega in circostanze simili fa sempre male».
«Fabrizio –- spiega Nicola Riva, segretario della Fiom Cgil – era molto conosciuto. Ci conosciamo un po’ tutti, e soprattutto quelli che vengono impiegati come jolly. Spostava i materiali dai magazzini fino alla linea di produzione».
Sul posto, allertate dal 118, sono intervenute un’ambulanza d’emergenza della Misericordia di Pistoia e l’automedica del 118 da Agliana, oltre ad una volante della polizia (nel caso si fosse trattato di un incidente sul lavoro, eventualità subito smentita). Dopo oltre un’ora di tentativi con il dae (il defibrillatore semiautomatico), il cuore dell’operaio ha cessato definitivamente di battere.
Il corpo è stato pietosamente coperto con un telo, in attesa del nulla osta del magistrato per la rimozione della salma, che è arrivato intorno alle quattro del pomeriggio. Nel frattempo, erano giunti in azienda anche la moglie e il figlio di Seghi, e intorno a loro si sono stretti i colleghi dell’operaio.
Il Pisl, il dipartimento Asl che si occupa di Prevenzione, igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro, non è intervenuto. Perché, spiega l’ufficio stampa dell’Azienda sanitaria, i soccorritori hanno confermato che si è trattato di una morte per cause naturali.
La salma è stata subito messa a disposizione dei familiari e Seghi è da ieri pomeriggio esposto nelle cappelle della Croce Verde in via Borgioli (traversa di via Fermi, a Sant’Agostino), dove domattina alle 10 si svolgeranno i funerali .
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