Il Tirreno

Pistoia

La grande fabbrica di munizioni si è trasformata in un museo

di Sauro Romagnani
La grande fabbrica di munizioni si è trasformata in un museo

Domani l’inaugurazione all’ex Smi. Oltre alle mostre, saranno visitabili i rifugi anti-aerei Il recupero portato avanti dall’Irsa e da Ulivagnoli, collegamenti col Ferrucciano e Pistoia Sotterranea

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CAMPO TIZZORO. Una visita in anteprima in compagnia dell'ideatore, Davide Ulivagnoli, e del realizzatore, Gianluca Iori, del "Museo e rifugi Smi" di Campo Tizzoro, che sarà inaugurato ed aperto al pubblico domani alle 15. Un appuntamento da non perdere. Un evento di cui ci si ricorderà in futuro, per la semplicissima ragione che sono moltissime le persone che lo attendono da tempo. All'inaugurazione sarà presente Salvatore Orlando, attuale presidente della Kme, e discendente della famiglia degli Orlando, fondatrice della Smi a Campo Tizzoro nel 1910. Questo nuovo museo nato dall'idea di Ulivagnoli e dalla tenacia del direttore dell'Istituto ricerche storiche e archeologiche Gianluca Iori, lega saldamente il trinomio storia-cultura-turismo, del quale la montagna pistoiese ha estrema necessità per un suo rilancio economico.

Questa iniziativa, per come è stata concepita, può davvero rappresentare un punto di svolta nello sviluppo turistico montano. Si potrebbe, infatti dire non solo museo, ma centro culturale per la ricerca storica, strutturato sull'esempio dei migliori musei a livello europeo. E' collegato con "Pistoia Sotterranea" che è un viaggio nel labirinto della storia, al museo "Ferrucciano" di Gavinana, al museo della "Ferriera Sabatini" di Pracchia. Insomma il "Museo e rifugi Smi" entra a pieno titolo nella rete Irsa e in quella dei musei della montagna. E' strutturato in due zone distinte e collegate, che vengono illustrate da Gianluca Iori.

Una parte a livello del piano stradale, nella vecchia palazzina che un tempo ospitò e fu sede della direzione dello stabilimento di Campo Tizzoro e Limestre, che ospita oltre la biglietteria, la caffetteria, i servizi e la sala conferenze, le sale d'esposizione. Le sale sono suddivise in "sala del plastico" in cui sono raccolti, oltre il plastico dell'intero stabilimento Smi, gli strumenti di precisione, che un tempo erano produzione corrente dello stabilimento; "sala del caricamento" che raccoglie i meccanismi per il caricamento delle cartucce ripercorrendo la storia di questa lavorazione fino dal 1911 ad oggi; "sala della chimica" in cui si mostrano particolari della difficile lavorazione degli inneschi delle cartucce.

Questa sala mostra anche una raccolta dei primi cartelli antinfortunistici; "sala storica" in cui si cerca di ricreare il "clima" del modo di operare della Smi, completamente arredata con mobili tutti prodotti internamente dalla società, in modo "autarchico", e nella quale si trovano veri pezzi di rarità come macchine da scrivere antichissime e una calcolatrice datata 1910; infine una "sala archivio e biblioteca" contenente libri e tesi di laurea riguardanti le lavorazioni Smi. Tutti materiali generosamente donati dalla Smi.

La seconda parte si trova a livello sotterraneo, i veri e propri rifugi antiaerei, che Davide Ulivagnoli spiega: «In un periodo non precisamente definibile, comunque a cavallo delle due guerre mondiali, furono ultimati i rifugi antiaerei, che, con uno sviluppo di circa due chilometri, corrono sotto la fabbrica ad una profondità di circa 15-20 metri sotto terra». Le gallerie sono raggiungibili mediante "pozzi" che esternamente hanno la forma di ogive e internamente portano due scale intersecate che permettono un accesso rapido ai rifugi ed un'altrettanto rapida uscita. Di proposito non svelerò le sorprese che vi troveranno i visitatori che, sabato prossimo, potranno percorrere per la prima volta, dopo la seconda guerra mondiale, le scale dei pozzi di accesso alle gallerie. Non svelerò nemmeno cosa troveranno e vedranno nelle gallerie. Una cosa è certa, le gallerie di Campo Tizzoro sono un'opera unica in Europa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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