Il Tirreno

Pistoia

Ambulante s’incatena davanti al Comune

Ambulante s’incatena davanti al Comune

Per una serie di vicissitudini il tribunale dei minori potrebbe togliergli i due figli: «Sono disperato»

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PISTOIA. Si è incatenato davanti a palazzo comunale, radunando intorno a sé una piccola folla incuriosita dalla scena e dal cartello esposto ai suoi piedi. E' successo ieri mattina, intorno alle 10,30. La situazione ha attirato l'attenzione anche del neo-sindaco Samuele Bertinelli, che si è intrattenuto a parlare con il protagonista del gesto.

Stefano Barli, commerciante ambulante pistoiese, vive al quartiere Pip di Bottegone con la madre Isora, la moglie Catiuscia e i due figli, Romeo e Mario Gabriel. È per loro che si è incatenato, tra venti giorni è in programma un'udienza presso il tribunale dei minori di Firenze che potrebbe sancire la revoca della potestà genitoriale per Stefano e sua moglie. «Sono un padre disperato – recitava il cartello – vogliono toglierci i bambini senza alcun valido motivo. Aiutateci, stiamo morendo giorno per giorno».

«Tutto è cominciato nel 2007 – racconta Stefano – quando Massimiliana, l'assistente sociale che ci seguiva al momento della nascita del nostro primo figlio, è stata trasferita altrove. Romeo è nato prematuro, in un momento di nostra difficoltà che tuttavia con l'aiuto di Massimiliana eravamo riusciti a superare». Problemi ambientali e di inadeguatezza della casa, ora risolti, che avevano portato a concordare un percorso di affidamento da trascorrere in una casa famiglia. Tutto è filato liscio fino alla nascita di Mario Gabriel, il secondo figlio.

«Da allora – prosegue il commerciante – dai servizi sociali sono arrivate una serie di segnalazioni a nostro carico, frutto a parer mio di spiacevoli malintesi, che mi fanno sentire come un perseguitato. Ci è stato tolto anche il sostegno per l'affitto, senza valide spiegazioni». Episodi che hanno portato il Tribunale dei minori a disporre un'udienza, tenutasi il 4 maggio scorso, durante la quale l'avvocato della famiglia ha richiesto una proroga allo scopo di produrre ulteriori elementi.

«Durante quell'udienza – spiega - la stessa assistente sociale che ha effettuato le segnalazioni si è detta favorevole ad un percorso di verifica ma nel pomeriggio, senza nessun preavviso, ci è stata tolta anche l'educatrice che ci affiancava nel percorso di crescita dei bambini. Quello che chiedo al Comune è di non lasciarci soli, di metterci alla prova in qualsiasi modo ma di far sì che i bambini restino con noi. Siamo gente perbene, non siamo delinquenti o sbandati». Giovedì 31 si terrà l'udienza che potrebbe essere quella decisiva per la sorte dei piccoli, l'incontro con il sindaco fa sperare Stefano: «Mi ha promesso che si interesserà personalmente della mia situazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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