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Agli arresti domiciliari, Antonio Ginetti inizia lo sciopero della fame
Nel gennaio scorso fu arrestato dalla Digos dopo i disordini in Val di Susa durante una manifestazione contro la Tav «Ho chiesto di poter lavorare perché mi trovo in grosse difficoltà economiche, ma il Gip ha respinto la richiesta»
E’ agli arresti domiciliari dal 16 febbraio Antonio Ginetti, il 61enne pistoiese coinvolto alla fine dello scorso mese di gennaio nei disordini durante le proteste dei No Tav. Col suo avvocato, oltre a chiedere un alleggerimento dei domiliari, Ginetti aveva chiesto di poter uscire dall’abitazione di piazza San Bartolomeo almeno per andare a lavorare non riuscendo più a mantenersi. Richiesta respinta dal Gip torinese, con la motivazione che «la dichiarazione di non aver né orari né sede rende l’attività incompatibile con la misura domiciliare». Ginetti ha una ditta individuale ed è iscritto alla Camera di commercio. «Non mi rimane che utilizzare l’unico strumento in mio possesso per oppormi a questo che considero unicamente un accanimento repressivo – ha detto – Da oggi sarò in sciopero della fame».
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