Gioco
Il voto della rivincita a Marliana Traversari riscatta la bocciatura
A capo di una lista civica 5 anni fa il neosindaco non ottenne neppure un seggio in consiglio Intanto il paese montano è l’unico in tutta la Toscana a passare dal centrosinistra al centrodestra
Chiusa la parentesi elettorale, in attesa di conoscere l’esito dei ballottaggi nei comuni con più di 15mila abitanti, al piccolo paese di Marliana è andato un piccolo record regionale, quello di essere stata l’unica amministrazione in Toscana ad aver cambiato schieramento passando dal centrosinistra al centrodestra.
Difficile stabilire dove finiscano i meriti dei vincitori e dove, invece, iniziano le colpe dei perdenti, ma intanto il nuovo sindaco Marco Traversari si gode la sua rinvicita personale, dopo che – cinque anni fa – il tentativo di essere eletto primo cittadino a capo di una lista civica fallì, non riuscendo a conquistare nemmeno un seggio nell’aula consiliare. Per Traversari è un ritorno nell’amministrazione marlianese, dove aveva ricoperto l’incarico di assessore ai tempi dell’amministrazione Pellegrini, prima dell’avvento (per la prima volta nella storia di Marliana) del centrosinistra con le due legislature (e mezzo) di Luca Bernardi.
Traversari, iscritto all’Udc, ha conquistato il Comune con una lista formalmente civica (“Marliana alla luce del sole”), con la maggior parte dei candidati non iscritti a partiti, anche se chiaramente orientata verso il centrodestra. Alla fine 33 voti (846 contro 813) hanno fatto la differenza. Con il nuovo sindaco entrano in consiglio, per la maggioranza, 4 rappresentanti: Fabio Danesi (154 preferenze), Marco Chelucci (98), Iacopo Baldi (75) ed Emanuele Dolfi (54), mentre restano fuori Goffredo Arcangeli (49) e Mario Arcangeli (37).
Dall’altra parte la lista Centrosinistra per Marliana, che puntava su Piera Gonfiantini, ha forse pagato il clima di antipolitica che si registra a livello nazionale, presentandosi con un nome chiaramente schierato e con una lista espressione delle forze politiche del centrosinistra. A fianco del candidato sindaco, espressione del Pd, la lista schierava tre rappresentanti dello stesso partito (l’ex sindaco Luca Bernardi, Nadia Bartoli e Lorenzo Villani), un rappresentante dell’Idv (FedericoDall’Olio), uno di Rifondazione (Gabriele Fittipaldi) e Maurizio Lenzi dei Socialisti. E proprio Lenzi, che 5 anni fa si era candidato a sindaco a capo di una lista in contrapposizione a quella ufficiale del centrosinistra (ottenendo il seggio in consiglio) è risultato – oltre alla Gonfiantini – l’unico eletto con 114 preferenze. In un certo senso anche quella di Lenzi è stata una rivincita nei confronti dell’ex sindaco Bernardi, arrivato dietro, primo dei non eletti, con 96 preferenze. Quindi, a seguire, le 78 preferenze di Fittipaldi, le 67 di Lorenzo Villani, le 42 di Nadia Bartoli e le 32 diFederico Dall’Olio.
Ma, forse, il numero più significativo è quello dell’astensione: in 1.786 sono andati a votare su 2.790 aventi diritto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google