Sicurezza
Consorzio pubblico-privato per gli impianti di risalita
Un consorzio pubblico-privato per salvare il sistema turistico della montagna toscana. È la proposta scaturita dagli incontri tenuti nei giorni scorsi fra vertici regionali, amministratori...
PISTOIA. Un consorzio pubblico-privato per salvare il sistema turistico della montagna toscana. È la proposta scaturita dagli incontri tenuti nei giorni scorsi fra vertici regionali, amministratori locali ed impiantisti da tutta la Toscana per decidere in merito agli interventi da intraprendere per tenere a galla il sistema neve. Le difficoltà hanno radici lontane negli anni, ma la passata stagione di crisi e carenza di neve naturale ha reso ancor più palese l'evidente: in un sistema già agonizzante ed incapace di autofinanziarsi, anche una stagione andata storta è sufficiente per far temere il collasso generale. Da qui la decisione di aprire un tavolo di dialogo per individuare soluzioni in modo condiviso ed in tempi brevi. Oltre che promotrice, la Regione giocherà un ruolo da protagonista nell'intera operazione che, in prospettiva, potrebbe portare l'ente a rilevare una buona fetta della proprietà degli impianti di risalita collocati sul territorio regionale e che, stando così le cose, rischiano la chiusura in massa.
«L'idea – dice il sindaco di Abetone,Giampiero Danti – è di avviarsi alla costituzione di un consorzio pubblico-privato che, partecipato per il 50% dalle Regione, rileverà la proprietà degli impianti di risalita. Questa procedura solleverà le società di gestione dal pesante indebitamento derivante da mutui di decine di milioni di euro contratti in passato per realizzare grossi investimenti, che adesso non sono più in grado di sostenere per la forte crisi del comparto. Ad Abetone due società (fra cui la Ximenes) sono in sofferenza, coi dipendenti a rischio cassa integrazione». Serve insomma una soluzione a medio-lungo termine già adottata in altre regioni, come il Piemonte. «Una necessità per il sistema economico della montagna come della piana – prosegue Danti –; a beneficiare del turismo bianco non sono solo le stazioni sciistiche, ma l'intero indotto situato sulle principali direttrici di traffico come la statale del Brennero o la regionale 66. Se ad Abetone lo sci rappresenta l'85-90% del turismo, molti escursionisti utilizzano l'ovovia o la funivia anche in estate per le passeggiate in quota. Migliaia di posti di lavoro, fissi o stagionali, ruotano attorno al comparto turistico sulla montagna toscana. Gli hotel di Abetone contano circa mille posti letto che raggiungono i 3mila con Cutigliano e Fiumalbo ed i 4.500 con le residenze turistico-alberghiere. 200 persone lavorano stagionalmente agli impianti di risalita, oltre ai circa 70 dipendenti fissi. La volontà di adottare soluzioni in tempi brevi è unanime».
Elisa Valentini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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