Il dolore
Mazzanti sindaco al primo turno
Sfiora il 60% delle preferenze e supera di 4.291 voti Alessandro Cialdi (Unione di Centro)
QUARRATA. Con il 59,69% delle preferenze Marco Mazzanti è il nuovo sindaco di Quarrata. Succede a Sabrina Sergio Gori, per due mandati primo cittadino della Città del Mobile e da oggi, lo ha ribadito anche nell’abbraccio a Mazzanti al Polo Tecnologico, di nuovo medico a pieno servizio.
Mazzanti, capogruppo Ds dal 2002 al 2007 e vicesindaco con delega all’ambiente e ai lavori pubblici nella seconda legislatura Gori, vince al termine di una campagna elettorale aspra, che si è contraddistinta per le polemiche, ma che alla fine ha prodotto un risultato forse più inaspettato del previsto. In molti, alla vigilia, pensavano ad un eventuale ballottaggio con Cialdi o Berini, come fu cinque anni fa per Sabrina Sergio Gori con il candidato di Forza Italia, An, Lega e Dc Mario Niccolai. Invece Mazzanti vince al primo turno con 6.876 voti (circa 1000 in più della Gori nel 2007), e uno scarto di 4.291 sul secondo classificato, Alessandro Cialdi, candidato dell’Unione di Centro (Udc più Fli), che è stato votato da 2.375 quarratini (il 20,62% delle preferenze). Si è fermato al 12.29% Flavio Berini, candidato del Pdl (1.416 voti).
Sono lontani i giorni di ansia tra maggio e giugno del 2007, che precedettero un ballottaggio sul filo del rasoio tra Gori e Niccolai, con il candidato di Forza Italia a mancare un obiettivo storico per 169 voti.
Ieri sera, dopo la prima tornata elettorale, era già festa grande al Parco Verde, dove lo staff e gli elettori di Mazzanti si sono ritrovati per salutare il nuovo sindaco.
Mazzanti aveva avuto il suo primo bagno di folla alle sette del pomeriggio, al Polo Tecnologico, dove i risultati che scorrevano sul maxi schermo ne sancivano la vittoria sin dalle prime sezioni scrutinate.
«Non abbiamo fatto proposte irrealizzabili - afferma a caldo - Credo sia stata premiata la nostra volontà di costruire un rapporto concreto con la cittadinanza».
Qualcuno dei suoi avversari ha proposto idee irrealizzabili? «Diciamo che ci sono state campagne elettorali molto demagogiche. La mia - continua - si è basata sulla consapevolezza di voler lavorare sui problemi».
Il rilancio della città al primo posto (dopo l’approvazione del bilancio preventivo). Partendo, afferma Mazzanti, da economia e promozione turistica.
Entra Cialdi al Polo Tecnologico. I due si salutano, ma la tensione ancora non è sciolta. C’è una stretta di mano con sorrisi tirati. Il geometra quarratino ci credeva, aveva puntato molto su queste elezioni, e in effetti la sua affermazione personale è stata notevole. Ma non sufficiente. «Non era l’epilogo previsto - sostiene - Non per me, sapevo di poter arrivare al 20%. Mi aspettavo di più dal Pdl. Credevo in un ballottaggio tra noi o loro e Mazzanti».
Ha vinto, dice Cialdi, l’apparato del centrosinistra. «La gioiosa macchina da guerra che si è ricompattata per queste elezioni. Hanno vinto i partiti, non il candidato, che è sfuggito ai confronti».
E l’indagine che lo vede coinvolto, quanto ha inciso? «Su di me poco. Ci ha fatto perdere venti giorni di campagna elettorale in un momento topico e una coalizione già formata. Mi ha messo, non lo nascondo, in difficoltà moralmente. Ma su questa vicenda avrò qualcosa da dire tra poco più di un mese».
«È stata una debacle - esclama Flavio Berini - Il 10% in meno di votanti rispetto alle precedenti elezioni: l’astensionismo ha il volto del centrodestra. Siamo puniti, com’è accaduto a livello nazionale, dalle politiche del governo Monti e del precedente governo Berlusconi. Mi ero illuso. Con le aziende che chiudono e i cittadini senza servizi primari speravo nella voglia di cambiamento. Non è stato così, ma in consiglio forò opposizione vera, come mi è stato chiesto dai miei elettori».
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