La protesta
«Grillo mi ha preso i voti degli scontenti»
Bartolomei: «Abbiamo raddoppiato i consensi, ma non avevo calcolato l’incursione del 5 Stelle»
PISTOIA. Anche se alle 20.00 i giochi sono ormai chiusi da poche ore, nella sede del comitato elettorale di Alessio Bartolomei, con il risultato pressoché assestatosi intorno all’8,5% delle preferenze, le facce sono tutt’altro che tristi e rassegnate. I numeri pesano, è evidente, ma per Bartolomei bisogna considerare anche gli aspetti positivi: «Partivamo da un 4% e quindi abbiamo sostanzialmente raddoppiato i voti. Siamo rimasti delusi perché, dopo aver vinto Marliana e essere arrivati secondi a Serravalle e Quarrata, magari se a Pistoia non ci fosse stata la lista di Grillo probabilmente saremmo arrivati secondi». Per Bartolomei il “Movimento 5 stelle” più che un avversario politico è stato un vero e proprio spauracchio, al di là del puro calcolo percentuale che proietta Giacomo Del Bino intorno al 10% delle preferenze. «Grillo ci ha tolto la palma del voto alternativo vero, di protesta, e questo ci ha penalizzato fortemente. Certo anche la scelta di non andare a votare modifica i risultati reali del voto, ma nelle città in cui si è presentato il partito di Grillo ha fatto da catalizzatore del malcontento popolare, lo stesso su cui avevamo puntato noi in questi anni». Altrettanto puntuale è l’analisi del risultato degli altri schieramenti: «Complessivamente i risultati non sono lusinghieri per l’opposizione: il Pdl è distrutto, ha dimezzato i voti, noi li abbiamo raddoppiati, ma raddoppiare dal 4 all’8 per cento non è come dimezzare dal 32 al 16 per cento. Alle volte sembra che ci sia tanta lamentela a giro, poi si torna a votare e il sindaco prende il 60% mentre le opposizioni prendono complessivamente il 25%. E il 10% va in un voto di protesta senza senso come quello a Grillo. Il consenso di Bertinelli è grande, ma frastagliato, mi pare che nella sua compagine ci sia di tutto, dall’estrema sinistra alla destra dello “Spirito Libero”». Non manca qualche rimpianto per la linea scelta durante la campagna elettorale: «Avrei potuto fare una campagna più aggressiva ma non ho voluto: immaginavo, in questo modo, di diventare il punto di riferimento del malcontento della sinistra, ma non avevo calcolato l’effetto dirompente di Grillo. Io sono stato sicuramente il più penalizzato da questo risultato anche perché, gli attacchi più violenti da parte del Movimento 5 stelle sono stati rivolti a me». (m.g.)
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