Sicurezza
Dalle urne uscirà comunque un cambiamento per la città
di FABIO CALAMATI I seggi delle elezioni amministrative si apriranno, oggi e domani, su una città e una provincia in profonda crisi. Economica, certo, e prima di tutto. Da gennaio a oggi la...
di FABIO CALAMATI
I seggi delle elezioni amministrative si apriranno, oggi e domani, su una città e una provincia in profonda crisi. Economica, certo, e prima di tutto. Da gennaio a oggi la provincia ha perso 279 aziende, come saldo negativo tra quelle nate e quelle morte, è il dato peggiore di tutta la Toscana; la Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, dopo tanti anni di bilanci positivi in doppia cifra, è arrivata nel 2011 a chiudere i conti in rosso di 9 milioni. E poi l'ombra della vendita di AnsaldoBreda che si fa sempre più concreta, con i manager dagli occhi a mandorla ai cancelli di via Ciliegiole.
Di fronte a questa situazione, quali risposte troveranno i pistoiesi sulle schede elettorali? Quelle dei tre candidati che realisticamente possono puntare alla vittoria sono molto diverse tra loro. Samuele Bertinelli, portacolori del centrosinistra, parte con la responsabilità del favorito, chiamato a raccogliere il testimone del decennio di Renzo Berti adeguandosi contemporaneamente alla sfida che i tempi impongono. Anna Maria Celesti incarna bene certi valori e contenuti del Pdl toscano, anche se potrebbe pagare la lontananza dal palcoscenico della politica cittadina. Alessio Bartolomei infine ha un retroterra politico da moderato, ma questa volta ha deciso di puntare tutto sull'appeal personale slegato dai partiti tradizionali.Saranno i pistoiesi a dover pesare le diverse proposte e a scegliere.
Tenendo a mente che, comunque, a Palazzo di Giano ci sarà un cambiamento di rotta rispetto al passato. Scontato se, dopo decenni di predominio Pci-Pds-Ds, dovesse prevalere il centrodestra con Celesti o le spinte civico-centriste con Bartolomei. Ma sarà svolta anche con Bertinelli sindaco: non c'è punto importante del suo programma che non detti un cambio di direzione rispetto agli ultimi anni del centrosinistra. Parlare di Berti-nelli alludendo ad una sostanziale continuità tra il sindaco uscente e il giovane libraio candidato del centrosinistra può essere uno slogan buono per la campagna elettorale, ma non riflette né il suo programma né la sua storia politica.Quello che il centrosinistra pistoiese può e deve temere di più, invece, è la diserzione delle urne. I morsi della crisi potrebbero spingere molti a rinunciare al voto, convinti che la politica ben poco possa fare per migliorare le loro prospettive di vita.
Invece oggi più che mai c'è bisogno di offrire una prospettiva nuova alla città e al suo futuro. In termini di urbanistica (cosa nascerà al posto dell'attuale ospedale del Ceppo?), mobilità (allargare o no la Ztl?), bilancio (quali scelte sull'Imu? E sulle risorse straordinarie per tenere in equilibrio il bilancio?) ma soprattutto in termini di economia. Di cosa vivranno le prossime generazioni di pistoiesi? AnsaldoBreda non è più una certezza, i vivai forse non bastano da soli a sostenere un'economia. Bisogna puntare sull'innovazione e l'alta tecnologia di una vocazione manifatturiera da ripensare? Bisogna scoprire una dimensione turistica che la città sembra tuttora poco convinta di percorrere? Le risposte a queste domande sono fondamentali per la città.
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