Trasporti
Bollette in ritardo, scatta la diffida
Ferri: «Se il debito non viene saldato in pochissimi giorni la fornitura è interrotta»
PISTOIA. Anche i fornitori di energia pretendono garanzie e fidejussioni e impongono il "credit check" per i nuovi allacciamenti e per rinnovare i vecchi contratti. Il grido d'allarme viene da Confartigianato Pistoia, sulla base di numerose segnalazioni di imprese del territorio che, per i noti problemi legati alla crisi, sono rimaste indietro con i pagamenti di una o più bollette.
Queste imprese hanno ricevuto una "diffida" da parte del proprio fornitore che intima loro di provvedere a saldare il debito entro pochi giorni (cinque, in media): in caso contrario la fornitura di energia verrà interrotta (e con il contatore telematico si fa anche presto).
«Fin qui - spiega Roberto Ferri, responsabile dello sportello energia di Confartigianato Pistoia -tutto sarebbe abbastanza nella norma, visto che i contratti prevedono da sempre certe misure, salvo il fatto che ora le diffide partono dopo pochissimi giorni di ritardo sulla scadenza del pagamento. Quel che è peggio è che una lettera di diffida marchia a fuoco l'impresa che, in occasione del rinnovo contrattuale annuale, potrebbe dover sborsare diverse migliaia di euro di fidejussione bancaria a garanzia sui futuri consumi».
Non solo. Le aziende che hanno ricevuto una diffida si ritrovano la "fedina" sporca e non possono decidere di cambiare fornitore perché nessuno darà loro "credito".
«Funziona -prosegue Ferri - come per la centrale dei rischi interbancaria. Se sei segnalato e vuoi continuare a lavorare, usufruendo di energia elettrica o gas, dovrai fornire garanzie in denaro e dimostrare di avere un “rating” adeguato: saranno valutate sotto il profilo dell'affidabilità dei pagamenti».
Il problema si pone in modo pesante per le imprese di nuova costituzione, perché nessuna impresa potrà più essere avviata a nuova fornitura senza un credit check positivo o la stipula di una fidejussione bancaria.
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