Sicurezza
Fratelli assolti dopo le accuse mosse dalla badante licenziata
Quando, passati pochi mesi, avevano scoperto che la badante nigeriana assunta per accudire l’anziana madre inferma usava metodi tutt’altro che gentili, l’avevano licenziata. Una decisione...
PISTOIA. Quando, passati pochi mesi, avevano scoperto che la badante nigeriana assunta per accudire l’anziana madre inferma usava metodi tutt’altro che gentili, l’avevano licenziata. Una decisione che è però costata loro cinque anni di calvario. La giovane africana, che si era congedata dai due fratelli con un minaccioso “ve la farò pagare”, si era infatti rivolta ai sindacati, non solo per quanto riguarda l’aspetto lavorativo ma anche per rivolgersi alla giustizia penale. E fratello e sorella si erano ritrovati sulle spalle una denuncia: entrambi per ingiurie a sfondo razzista e minacce, l’uomo, accusati di ripetuti palpeggiamenti e molestie, anche per violenza sessuale.
Era il marzo 2007 quando i due si erano visti recapitare a casa la querela. L’altra mattina, però, per loro (difesi dall’avvocato Andrea Mitresi) è arrivata l’assoluzione da parte del tribunale collegiale: perché il fatto non sussiste per lui, per non aver commesso il fatto per lei (l’imputata è risultata tra l’altro impegnata con le missioni in africa).
Durante il dibattimento è emerso come prima del licenziamento i rapporti con la badante fossero ottimi, stando alle testimonianze di chi frequentava l’abitazione; e come, i due fratelli, si fossero attivati per regolarizzare la donna africana aiutandola con le pratiche.
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