Sicurezza
Le piccole imprese chiedono attenzione
«Primo, riportare lavoro a Pistoia». Le richieste anti-crisi al dibattito della Confartigianato con i candidati sindaci
PISTOIA. Riportare lavoro a Pistoia favorendo le piccole e medie imprese del territorio duramente colpite dalla crisi finanziaria e da una politica amministrativa troppo rivolta verso l'esterno.
Un obiettivo che per il presidente di Confartigianato Pistoia, Simone Balli, dovrà essere in cima alla lista delle priorità del nuovo inquilino di Palazzo di Giano, il quale dovrà essere in grado di mettere in atto alcuni processi necessari per la salvaguardia e il rilancio delle imprese locali, come l'alleggerimento della macchina burocratica «per il quale – secondo Balli – si è fatto poco o nulla in questi ultimi anni», il ridimensionamento della macchina comunale nel solco della modernizzazione e una politica territoriale che, in assenza di grandi imprese, favorisca il tessuto delle tante realtà che sostengono l'economia locale nell'ottica di favorire appalti "a km zero".
Una prospettiva largamente condivisa da tutti i candidati a sindaco presenti all'ultimo incontro organizzato da Confartigianato svoltosi mercoledì pomeriggio. Per Daniela Simionato (Lega Nord) i punti da cui partire dovranno essere la lotta alla contraffazione, «soprattutto nel settore tessile e alimentare. Siamo convinti che solo recuperando la tipicità del nostro territorio si possa ripartire con lo sviluppo della città che, in questi anni, è stata abbandonata». Importante anche il rilancio di tutto il centro storico.
Che l'economia cittadina in futuro non potrà basarsi solo sul comparto Sala ne è convinta anche Anna Maria Celesti (Pdl): «Sant'Agostino, viale Adua, via della Madonna, via Puccini, dovranno diventare altrettanti centri nevralgici dell'economia locale. Dobbiamo salvaguardare quello che è nostro e non cedere all'espansione edile incontrollata». Alessio Bartolomei (Terzo Polo e Pistoia Futura) vuole riportare la cultura industriale dentro un'amministrazione comunale «che non accoglie vivaisti e imprenditori ma, per la maggior parte, dipendenti pubblici e privati. Per questo gli appalti pubblici vanno sempre ai soliti tre noti».
Anche green economy dovrà essere un motore del rilancio, sempre partendo dalle tante aziende pistoiesi che continuano a investire nel settore. Secondo Enrico Guastini (lista ecologista "Per un'altra Pistoia") «ci sono studi della Bocconi sulle energie rinnovabili che parlano di come persone che hanno ditte piccole, possano intraprendere un'attività di installazione di impianti di energie alternative. A livello nazionale, si parla di creare 250mila posti di lavoro sul territorio fatte da persone che stanno nel Comune e che reinvestiranno il denaro in quel Comune».
Per Paolo Bonacchi (lista "Cittadini sovrani" tutto dovrà passare al vaglio di un referendum partecipativo «per riportare i cittadini ad occuparsi della cosa pubblica e rendere il Comune una struttura al loro servizio».
Assente Samuele Bertinelli per impegni elettorali. Il candidato del centrosinistra, però nei giorni precedenti si era già espresso: « Scegliere, a parità di condizioni, le aziende del territorio per gli appalti . In secondo luogo, il Comune dovrà poter orientare le politiche di sviluppo, per rendere Pistoia una città ecosostenibile».
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