Il Tirreno

Pistoia

Pericolante la scuola col tetto in eternit

di Francesca Maltagliati
Pericolante la scuola col tetto in eternit

Preoccupazione tra i residenti a Le Grazie, ma l’assessore Niccolai assicura: «Stiamo mettendo l’area in sicurezza»

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PISTOIA. Crepe, erbacce e tanto amianto. Aperta per vent’anni e chiusa da trenta, la vecchia scuola elementare di Le Grazie, piccola frazione collinare del comune di Pistoia, oggi appare come una grande struttura fatiscente e pericolante, con una copertura in eternit che preoccupa tutti coloro che vivono in paese.

Una situazione che non suona nuova in un’Italia in cui le strutture fatiscenti ed inutilizzate, che deturpano il paesaggio, certo non mancano. La scuola però, una volta, una sua utilità l’ha avuta. Quando era frequentata dai bambini del paese e delle frazioni limitrofe: Saturnana e Villa di Cireglio.

«La struttura – racconta Liliana Lucarelli, una delle abitanti del piccolo paese che oggi conta poche centinaia di anime – venne inaugurata nel 1963 ed è rimasta aperta per circa vent’anni. C’erano alcune classi di scuola elementare e al piano di sotto trovava spazio anche l’asilo».

Poi però intorno all’inizio degli anni Ottanta la scuola fu chiusa. «Non c’erano più – aggiunge Cristiano Petri – abbastanza bambini da giustificarne l’apertura». Erano gli anni in cui la montagna cominciava a svuotarsi e molte famiglie decidevano di spostarsi in città. Così, insieme alle persone, dai tanti paesi se ne sono andati anche i negozi ed i servizi. «Da allora - spiega Federico Antonelli, altro abitante del paese e uno degli ultimi a frequentare la vecchia scuola – l’immobile è rimasto chiuso. All’inizio veniva saltuariamente usato dagli scout o come seggio elettorale, poi, a causa della sua pericolosità, ne è stato definitivamente vietato l’utilizzo».

La struttura, di proprietà del Comune di Pistoia, presenta evidenti segni di degrado causati probabilmente dal movimento franoso del terreno sul quale venne costruita.

Basta una prima occhiata per accorgersi della pericolosità dell’immobile: crepe evidenti attraversano i muri e, come se non bastasse, una copertura in amianto.

«L’immobile – commenta Jonny Tonel, gestore della pizzeria del paese – appare quanto mai precario. Ci sono infiltrazioni di acqua, enormi crepe, vetri rotti e inoltre non c’è una recinzione adeguata. Chiunque può facilmente accedervi ed il rischio è che qualche bambino ci vada a giocare e si faccia male».

Il Comune, dal canto suo «ha inserito – come spiega l’assessore al patrimonio Alberto Niccolai – l’immobile fra i beni disponibili, ossia fra quei beni che potranno essere collocati un giorno sul mercato qualora se ne ravvisi l’esigenza. Ciò che però più ci interessava era la messa in sicurezza dell’area. Per questo sono stati reperiti dei fondi affinché la Protezione Civile potesse occuparsene».

Lavori che hanno interessato la messa in sicurezza idrogeologica del terreno intorno all’area della scuola sono stati recentemente eseguiti.

Si tratta di interventi che hanno riguardato l’intero versante e che hanno anche reso l’area più appetibile economicamente dal momento che adesso non c’è più alcun vincolo franoso.

Resta però ancora una struttura fatiscente con un tetto in eternit che non piace a nessuno, soprattutto agli abitanti delle varie case che sorgono intorno alla scuola, anche se dalla Protezione civile si afferma che non c’è alcun pericolo poiché, nonostante le crepe, il tetto non dovrebbe aver subito danni, né lo sfaldamento che rende l’amianto nocivo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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