Il Tirreno

Pistoia

Coltello alla tempia «Apri la cassaforte»

di Beatrice Faragli
Coltello alla tempia «Apri la cassaforte»

Aggressione nella villetta di un vivaista ad Agliana: «Stavo chiudendo le finestre e attivando l’allarme, sono stato sorpreso da due banditi»

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AGLIANA. Gli hanno premuto la punta del coltello contro il volto per farsi consegnare le chiavi della cassaforte. Poi, decisi a finire il lavoro senza intoppi, l’hanno chiuso nel ripostiglio e si sono buttati sul forziere. Nel sacco sono finiti 600 euro in contanti e diversi gioielli ancora da quantificare.

La caccia ai preziosi è continuata anche al piano di sopra. Quando la vittima, un vivaista di Agliana (che ha chiesto di non essere nominato, ndr), è riuscita a uscire dalla lavanderia, dei rapinatori, messi in fuga dall’allarme, non c’era più traccia. Sulla tempia dell’uomo resta il segno di quei dieci minuti di shock iniziati alle 21, 15 di domenica scorsa nei pressi del ponte che attraversa l’autostrada.

«Me li sono ritrovati davanti con un coltello in mano – racconta il vivaista –. Non ho avuto nemmeno il tempo di pensare a cosa stesse accadendo. Continuavano a ripetere “cassaforte, cassaforte”».

I due rapinatori – a volto coperto – hanno sorpreso la vittima nel porticato di casa.

«Ero uscito fuori proprio per chiudere le persiane e le grate prima di mettere l’allarme al piano terra (quello al primo piano era già inserito) e andare a letto. Tutto si è consumato nel giro di dieci minuti. Alle nove e mezza – spiega l’uomo– ero già al telefono con mia moglie. Lei ieri (domenica, ndr) non era in casa, ma è stata contattata subito dalla vigilanza».

I malviventi hanno spinto il vivaista all’interno dell’abitazione sotto la minaccia della lama.

«Volevano le chiavi della cassaforte. Uno di loro – ricorda indicando la ferita d’arma bianca sulla tempia – mi teneva da dietro e mi premeva la punta del coltello contro la fronte. Poi siamo tornati fuori e mi hanno chiuso nel ripostiglio (l’accesso alla stanza dà sul porticato che costeggia la villetta, ndr). Ci ho messo qualche minuto per realizzare quello che mi stava succedendo. Avevo paura. Alla fine sono uscito dalla lavanderia passando per la finestra ma loro erano già scappati. Non saprei nemmeno dire che accento avessero».

Il rapinato, rientrato da Viareggio poche ore prima, era solo in casa. Moglie e figlia avevano deciso di continuare il week end al mare sfruttando il ponte del primo Maggio.

«Negli anni abbiamo subito diversi furti ma una cosa così – ripete il vivaista – non era mai successa. Poco tempo fa ho sentito che c’era stato qualcosa di simile a Valenzatico (il riferimento è alla rapina dell’8 marzo ai danni di un altro vivaista della Piana), ma sono eventi che finchè non ci toccano direttamente è difficile immaginare».

In un lustro, dal 2001 al 2006, i ladri hanno fatto incursione nella villetta circondata da campi e vivai almeno cinque volte.

Nell’ultimo colpo, sei anni fa, avevano spaccato i vetri e le persiane dei due finestroni che si affacciano sul porticato, gli stessi che la vittima stava cercando di chiudere domenica sera prima di trovarsi faccia faccia con i rapinatori.

«Dopo il furto del gennaio 2006 – ricorda l’uomo – abbiamo deciso di mettere le grate e il perimetrale agli infissi. Dopo tutti questi accorgimenti eravamo abbastanza tranquilli. Adesso stiamo pensando se sia il caso o meno di installare anche la telecamere di sorveglianza».

A segnalare la presenza del sistema d’allarme (collegato a un ente di vigilanza privata) ci sono due grossi cartelli affissi al cancello. Né le inferriate né le sirene però sono riuscite a frenare il piano dei rapinatori. «Questa – ripete il vivaista - è gente che non ha paura di niente». Giovedì scorso il proprietario della villetta aveva già notato qualcosa di sospetto.

«Mi pare di aver sentito alcune voci al di là della siepe» dice. Le indagini sono in corso. Il bottino potrebbe essere di alcune migliaia di euro. All’appello mancano tutti gli orologi, le collane e i braccialetti che erano custoditi nella cassaforte di famiglia. Oggetti di valore simbolico, più che economico. Dalla camera matrimoniale del primo piano invece sembra che non sia stato toccato niente. I rapinatori sono riusciti ad aprire un solo armadio prima di darsi alla fuga, sorpresi dal suono dell’allarme.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi e le ricerche dei rapinatori.

Alcuni elementi e raffronti con colpi avvenuti un recente passato con analoghe modalità porterebbero a ipotizzare che, più che una banda di pendolari del crimine (di quelle che escono dai caselli autostradali e fanno razzie in una zona, per poi ripartire subito dopo per destinazioni lontane) possa essere entrata in azione una gang che ha quanto meno una base sul territorio.

Il colpo ad Agliana, come quello a Valenzatico, sembra infatti dimostrare che i rapinatori avevano informazioni e conoscenze precise sulle abitudini delle persone di casa e sui sistemi di sicurezza.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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