«L’inchiesta non faccia sconti a nessuno»
Il Pd interviene sull’ammanco: no alle strumentalizzazioni. Unione dei comuni occasione per voltare pagina
MARCELLO. «Esprimiamo la convinzione che debba essere fatta piena luce su tutti i fatti accaduti e che siano perseguite tutte le responsabilità che dovessero emergere dalle inchieste, interne e della magistratura in corso, senza sconti per nessuno». Per la prima volta il Partito Democratico della montagna interviene con una nota sulla vicenda dell’ammanco della Comunità Montana. Una posizione che, tiene a precisare il Pd, va nell’interesse della Comunità Montana, dei suoi dipendenti e soprattutto dei cittadini.
Sconti per nessuno ma senza strumentalizzazioni. «Massima fermezza – scrive il Pd – è quindi quello che ci aspettiamo a tutti i livelli per definire nei tempi dovuti questa triste vicenda di sottrazione di risorse alla collettività. Per questo motivo respingiamo con la stessa fermezza posizioni strumentali che vediamo emergere alcune volte nel dibattito pubblico e che, tra l’altro, sembrano dimenticare il percorso politico dell’ex-dipendente». Ricordiamo che Giuliano Sichi è stato anche consigliere di centro-destra.
Tutelare l’ente e il suo lavoro.
Il Partito democratico auspica che «le azioni a tutela dell’ente avviate dagli attuali amministratori della Comunità Montana ed il lavoro che è stato avviato, insieme ai dipendenti e alle professionalità esterne attivate, fin dal primo momento, per rendere chiarezza sulle azioni di chi ha operato tradendo la fiducia che era stata data, come dipendente pubblico, come persona e come membro di una comunità di cittadini, possa essere concluso con la massima efficacia nella sua qualità e debba essere messo a disposizione dell’autorità giudiziaria per contribuire all’individuazione dei danni operati e delle responsabilità».
Unione dei Comuni: occasione per voltare pagina. Il Pd ravvisa un’opportunità nel passaggioall’Unione dei comuni. Questo per «una profonda e complessiva revisione degli assetti organizzativi e dei controlli di tipo interno sull’attività, al fine di una gestione veramente trasparente ed efficiente».
Fiducia tradita. «Questo aspetto della fiducia tradita è motivo di turbamento e delusione – prosegue ilPd – per il venir meno, nel modo peggiore, del rapporto nei confronti di un dipendente, impegnato in un incarico importante, che nel corso degli anni aveva collaborato con amministratori di ogni parte politica, che si erano avvicendati alla guida della Comunità.
Danno economico e d’immagine. Una vicenda che ha causato, non solo un danno ecomico, ma anche d’immagine all’ente, dei suoi dipendenti e degli amministratori. Un danno che «deve essere riparato rapidamente proprio nell’interesse del ruolo che la Comunità dovrà ancora svolgere per contribuire a risolvere i problemi della montagna pistoiese. Tanti cittadini della montagna pistoiese sentono e vivono questa vicenda come una profonda offesa che debba essere rimossa con l’esemplarità della repressione delle responsabilità».
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