Il Tirreno

Pistoia

Giovane, diplomata alla vana ricerca di una occupazione

di Marta Quilici

Aumentano in provincia gli inattivi tra i 15 e i 24 anni, soprattutto tra le donne. La storia di Lisa: «Sono frustrata»

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PISTOIA. Ha un diploma in mano, ma non studia e non lavora. A Pistoia sono in questa condizione 15 giovani su 100. Particolarmente preoccupante la situazione delle ragazze: il livello di inattività delle donne pistoiesi tra i 15 e i 24 anni è tra i più alti della Toscana.

A catapultarci nel mondo del non-lavoro giovanile è Lisa Annicchiarico, 28 anni, di Pistoia: ha una laurea triennale in psicologia in mano, ma al momento non sa cosa farsene. Per ora le sono stati offerti solo impieghi sottopagati in call center, offerte di lavori solo per (false) partite Iva, impieghi retribuiti a provvigioni, e altre multiformi offerte del precariato.

«Mi sono laureata un anno fa in psicologia – spiega Lisa –a Firenze. Appena discussa la tesi ho iniziato a guardarmi intorno: mi sono iscritta ad agenzie interinali, in siti internet dedicati, al Centro per l’impiago, ho letto tutti gli annunci sui giornali, ma ho trovato ben poco. Ho capito subito che se avessi voluto trovare un impiego in linea coi miei studi, sarei rimasta disoccupata a lungo, così ho deciso di trovare un lavoro qualsiasi per iniziare a fare qualcosa, e poi chissà».

Ma l’impresa non è facile: «Ho iniziato a vendere in mercatini e fiere – racconta –, poi ho fatto un tirocinio in una comunità per tossicodipendenti per ottenere l’abilitazione professionale». Distribuisce curriculum e risponde ad annunci, spesso senza esito: «Quando squilla il telefono e ti accordano un colloquio, c'è una grande speranza, ma raramente è confermata dall’incontro. Mi hanno offerto di tutto: un posto per 4 ore al giorno in un call center per 250€ mensili; oppure, nello stesso settore, 400€ per almeno 30 ore settimanali ma doveva essere rispettato un target di produzione. Altrimenti eri fuori. Ho risposto anche a un annuncio di un’azienda che diceva di cercare un “responsabile risorse umane”, figura che rientra nella mia qualifica di laurea. Al colloquio ho scoperto che dovevo vendere prodotti porta a porta». La condizione di Lisa è la stessa per tanti altri coetanei: nel 2010 i giovani tra i 25 e i 29 anni iscritti al Centro per l’impiego erano 1279 di cui 698 ragazze e 581 maschi. Nel 2011 le ragazze sono salite a 741 e i maschi rimasti a 580, per un totale di 1321. Tra i più giovani (dai 15 ai 24 anni), le ragazze che non partecipano al mercato del lavoro sono a Pistoia 87 su 100, contro 59 ragazzi su 10: l’inattività femminile è tra le più alte della Toscana, ben superiore alla media regionale del 75%. Particolarmente preoccupante il fenomeno dei “Neet”, giovani che sono fuori dal mercato del lavoro e della formazione: a Pistoia si conta che 15 neodiplomati su 100 sono in questa condizione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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