Sgominata banda di saccheggiatori romeni
Arrestati dai carabinieri con termosifoni, rubinetteria e tubature dell’ex colonia abbandonata
CUTIGLIANO. Una banda numerosa, suddivisa in vari gruppi di lavoro incaricati di girare per la Toscana a caccia di obiettivi da depredare. Come, appunto, l’ex colonia dei Postelegrafonici di Prunetta, abbandonata ormai da una quindicina d’anni. Questa volta però il colpo non è riuscito: il commando di razziatori romeni è stato colto con le mani nel sacco dai carabinieri di San Marcello, con il suo bottino di termosifoni, tubi e materiale idraulico vario, probabilmente destinato ad essere rivenduto a peso come rottami. A finire in manette con l’accusa di furto aggravato, poco prima dell’alba di ieri mattina, sono stati cinque pregiudicati residenti a Firenze.
Ad illustrare i particolari dell’arresto è stato il comandante della Compagnia di San Marcello. Il capitano Silvio Saponaro ha spiegato che negli ultimi tempi, sulla Montagna, si erano verificati vari furti in edifici e abitazioni, soprattutto a Piteglio, Popiglio ed anche Cutigliano. Per questo era stato deciso di organizzare degli specifici servizi di prevenzione, anche con militari in borghese e autocivetta dell’aliquota operativa del Norm. È stato così che nei giorni scorsi, nella zona di Piteglio, è stato notato un furgone sospetto, un Ducato bianco, che si aggirava per le vie del comune. E lo stesso veicolo è stato scorto nuovamente poco prima della mezzanotte di giovedì, a Prunetta. I carabinieri hanno deciso di seguire il furgone, e lo hanno visto entrare all’interno del grande edificio abbandonato che fino al 1997 ospitava la casa vacanze dell’Ipost. Come accertato in seguito, nei giorni precedenti i ladri avevano tranciato il lucchetto della catena che chiedeva il portone, rimettendolo poi insieme con del fildiferro, in modo tale che apparisse tutto a posto. Quindi sono stati sufficienti pochi secondi per aprire il portone ed entrare con furgone e tutto dentro lo stabile. E lì hanno cominciato a caricare il veicolo con tutto ciò che evidentemente avevano già preparato durante precedenti intrusioni: 15 grandi termosifoni che avevano già segato via dai muri, rubinetteria e tubi di scarico di bagni e cucine, una grande lastra di rame e perfino le bocchette degli idranti dell’impianto antincendio.
Mentre i cinque romeni erano all’opera, i carabinieri (sia quelli della Stazione che quelli del Norm) hanno circondato il complesso, bloccando l’unica via di fuga. Cosicché, quando il furgone, attorno alle cinque e mezzo di ieri mattina, è uscito, lo hanno bloccato. Nelle prime concitate fasi, uno dei ladri (tre erano nell’abitacolo, due nel vano di carico) è balzato alla guida per cercare di forzare il blocco, ma un carabiniere è salato sul furgone al volo e, afferrato il volante, lo ha mandato a sbattere contro la rete di recinzione. I cinque romeni – di età compresa tra i 20 e i 30 anni – sono risultati tutti con precedenti penali. Altri loro connazionali, il mese scorso erano stati denunciati a piede libero per violazione di edificio: erano stati trovati senza giustificazione all’interno dell’ex colonia, probabilmente intenti ad eseguire un sopralluogo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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