La manifestazione
Il flusso è in aumento, ma la città è ferma
Preso d’assalto l’ufficio di piazza del Duomo che nella festa del 25 aprile ha accolto 300 persone in cerca di informazioni
PISTOIA. Sì, occorre più attenzione e più impegno da parte di tutti per fare del turismo una risorsa primaria per la città e la sua economia. Ne è convinto uno dei maggiori conoscitori del fenomeno, Paolo Bresci, che da trent’anni lavora all’ufficio informazioni ex Apt all’angolo di piazza del Duomo. Vede che i turisti stanno progressivamente inserendo Pistoia fra le mete culturali immancabili del territorio toscano e ritiene che fra monumenti, chiese, percorsi tematici, musei, la città avrebbe davvero le carte in regola per accogliere i tanti italiani e stranieri che ogni anno vanno alla ricerca di luoghi dove lo stupore della tradizione convive con la comodità del progresso. Il potenziale di queste “armi”, però, non è mai stato sfruttato a pieno.
«In questi anni – sostiene Bresci – il dipartimento turismo della Provincia ha fatto molto, ma per tante questioni, come l’orario di apertura delle chiese e dei musei, non c’è mai stato un vero tavolo di discussione fra i soggetti deputati alla gestione. In questo ufficio siamo solo in due, restiamo aperti 364 giorni l’anno, chiudiamo solo a Natale. Moltissimi turisti ci chiedono perché punti di interesse come il Battistero, il Campanile, la chiesa del Carmine o quella di San Leone aprano solo in certi giorni e con orari poco comodi, e noi non sappiamo cosa rispondere. Questi sono luoghi che nei giorni di punta vengono visitati da circa 800 persone: non è possibile che restino chiusi». La mole di persone che ogni giorno si affaccia all’ufficio per chiedere una cartina del centro storico o della provincia, soprattutto nei giorni festivi è notevole. «Solo il 25 Aprile sono venute 300 persone, soprattutto italiani, alcuni tedeschi e olandesi – aggiunge Bresci –. Il turismo è cresciuto anche grazie ai tanti privati che hanno investito in strutture ricettive come bed & breakfast, affittacamere o residence».
Il lavoro c’è, le possibilità di sviluppo anche, ma l’ufficio si ritrova sempre più isolato dal palazzo, così come i suoi due dipendenti. «Le guide stampate in cinque lingue che diamo ai turisti – continua Bresci – sono state realizzate da Roberto Degli Innocenti, a sue spese». Sarà un caso, ma proprio in mezzo a questa frase, entra nell’ufficio una turista danese che rimane a dir poco sbalordita nel vedersi consegnare una guida della città scritta nella sua lingua. Mentre l’assessore Silvia Ginanni nei giorni scorsi ha riproposto il progetto di apertura di un gazebo informativo alla Vergine, il problema per l’ufficio di piazza del Duomo resta sempre la possibilità di avere i mezzi adeguati per offrire un servizio migliore, a partire dall’orario di apertura che potrebbe divenire continuato (al momento l’ufficio resta chiuso dalle 13 alle 15) semplicemente rinforzando il personale di poche unità.
«Ho qui un articolo di vent’anni fa – conclude Bresci –. Delle cose promesse ne sono state fatte solo la metà, e ancora mancano scelte fondamentali come una segnaletica adeguata che diriga i turisti verso questo ufficio e verso i luoghi principali. Non è raro che entri qualcuno chiedendomi dov’è piazza del Duomo».
Intanto dagli esercizi pubblici nel cuore del centro, criticati da alcuni turisti che li avevano trovati chiusi già prima delle 20 o all’ora di pranzo nei festivi arriva una risposta: «Stare aperti costa e se gente non ce n’è non conviene. Bisognerebbe che il centro storico venisse rivitalizzato e che ci fossero eventi in grado di attirare flussi crescenti di turisti».
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