Il Tirreno

Pistoia

Efficaci i rilevatori e i raggi invisibili

di Marta Quilici
Efficaci i rilevatori e i raggi invisibili

I consigli dell’esperto: «L’importante è diffidare dal fai-da-te e rivolgersi sempre a tecnici abilitati e competenti»

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PISTOIA. Dai sensori a contatto ai sistemi che rilevano i passi, dalle barriere a raggi invisibili fino ai nebbiogeni e ai sistemi anti-perforazione. Per proteggere la propria casa dai ladri può essere utile dotarsi di un buon sistema di allarme. In questo mondo è però facile perdersi e, a volte, cadere in fregature per sistemi poco professionali. È su questo argomento, dunque, che verte la seconda puntata del “manuale” del Tirreno per proteggere la propria casa dalle intrusioni.

A guidarci, come sempre, sarà un esperto del settore: Lorenzo Soldi, installatore di sistemi di allarme e di sicurezza di Spazzavento.

A seconda del livello di complessità e sicurezza dell’impianto, questo viene classificato secondo una scala a quattro livelli. «Gli impianti che appartengono alla prima categoria – spiega Soldi – possono proteggere dal ladruncolo o dal vagabondo che occasionalmente si improvvisa ladro, ma non di più; si tratta dei sistemi col segnale di contatto delle porte e delle finestre: quando vengono aperte suona l’allarme. La quarta categoria è il top, con sistemi di allarme sofisticati difficilmente superabili anche da professionisti del furto: possono avere i sensori a pressione sul pavimento (se ci si cammina sopra scatta l’allarme, ndr), sensori che segnalano la rottura del vetro, nebbiogeni che riempiono i locali di fumo fitto che oscura la vista. Quest’ultimo sistema è particolarmente usato nei negozi che vendono apparecchiature elettroniche di valore. Comunque, già la terza categoria ha sistemi di sicurezza molto elevati capaci di scoraggiare il 90-95% dei ladri».

Un consiglio utile: «La sirena all’esterno deve essere ben visibile – spiega Soldi – perché serve da deterrente. C’è addirittura chi ne mette due, una sul davanti e l’altra sul retro».

In caso di rapina, utile è il sistema di prevenzione per forzato inserimento del codice di allarme: «Poniamo il caso che dei rapinatori entrino in casa nel cuore della notte e scatti l’allarme – spiega Soldi –. Il rapinatore potrebbe minacciare il proprietario per fargli disattivare la sirena. In questo caso, grazie a un particolare servizio, il proprietario può digitare un codice che effettivamente fa bloccare l’allarme, ma che invia un segnale a un numero di telefono collegato, ad esempio quello della Vigilanza».

Per un controllo della propria casa a distanza c’è addirittura la possibilità di collegarsi telefonicamente al proprio dispositivo di allarme e – spiega Soldi – persino di ascoltare il rumore ambientale all’interno della propria abitazione.

«Per quanto riguarda le tipologie di allarmi – aggiunge l’esperto – ce ne sono tre. La prima è quella “filare”, che viene installata con collegamento via cavo. Ha solitamente un costo inferiore rispetto alle altre, ma necessita di un bel po’ di manodopera per l’installazione. Il secondo tipo è quello via radio: non necessita di fili elettrici per la comunicazione. Questa apparecchiatura costa un po’ di più, ma è di rapidissima installazione: con alcune ore di lavoro si monta tutto l’impianto. Il terzo tipo è “ibrido”, ossia una via di mezzo tra i primi due».

La prima cosa da fare e la più importante, quando si vuole montare un allarme è, comunque, quella di affidarsi a personale competente: «Deve avere – spiega Soldi – l’abilitazione “B”, cioè per impianti elettrici, videosorveglianza, allarmi e antenne. Meglio diffidare, invece, dalle attrezzature fai-da-te. Sul web si trovano impianti di allarme a poche centinaia di euro: meglio starne alla larga se si vuole un sistema serio e professionale. Un impianto affidabile costa sicuramente più di qualche centinaio di euro e necessita di un sopralluogo sul posto e di una valutazione delle esigenze del cliente».

Per avere un’idea della spesa, meglio valutare più di un’offerta: «È consigliabile farsi fare più di un preventivo – afferma Soldi – in modo da valutare l’offerta migliore e capire qualità e differenze. Per chi ristruttura o ha la nuova casa in costruzione, è opportuno prevedere fin da subito l’attacco per l’impianto di allarme: se in seguito si decidesse di installarlo, il lavoro sarebbe più rapido».

Esiste una vasta gamma di sistemi anti-intrusione che possono essere installati anche all’esterno, come le barriere a raggi. «Per difendere le finestre o i cancelli del giardino – spiega Soldi – esistono dei sistemi che funzionano come inferriate elettroniche invisibili: si può persino lasciare la finestra aperta, perché appena queste barriere vengono superate e il raggio infranto, scatta la sirena d’allarme».

Lo stesso metodo può essere usato per il giardino: è possibile anche circondare l’intera casa con una barriera a raggi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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