Il Tirreno

Pistoia

«Assessori, dirigenti e spese dimezzate ecco il mio Comune»

di Francesco Albonetti
«Assessori, dirigenti e spese dimezzate ecco il mio Comune»

Alessio Bartolomei è il candidato a sindaco del Terzo Polo Si ispira a Giorgo La Pira e sogna un monumento all’acqua

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PISTOIA. L’unico partito che non rimpiange è la Democrazia Cristiana e stima sia Monti che Fini, al punto che dovendo scegliere chi buttare giù, risponde che «crollerebbe la torre». Alessio Bartolomei, 44 anni pistoiese d’adozione, si ripresenta alle elezioni forte dei consensi ottenuti cinque anni fa. Questa volta è candidato sindaco per il Terzo Polo, appoggiato da due liste.

Bartolomei, com’è maturata la scelta di candidarsi?

«Già cinque anni fa, in seguito all’inspensabile successo elettorale che ho avuto. Molti concittadini dicevano che avvrei dovuto vincere le precedenti elezioni e che era necessario che mi candidassi ancora per tentare finalmente di voltare pagina in una città dove il conformismo l’ha sempre fatta da padrone».

Quali sono i primi tre provvedimenti che adotteresti nei primi giorni da sindaco?

«Premesso che la priorità del mio programma elettorale per me resta il lavoro, tre cose simboliche ed evocative potrebbero essere quelle di riaprire corso Gramsci e piazza Mazzini al traffico. Poi ricollocare in un luogo più idoneo il monumento della Luna nel pozzo attualmente ubicato in piazza Giovanni XXIII. Infine, un concorso di idee per costruire un grande monumento all’acqua da collocarsi nel centro storico. L’acqua non solo perché fonte primaria di vita, ma perché simbolo di benessere e dell’economia. E’ grave che Pistoia, città del verde, dei boschi e dell’acqua, non abbia neppure una fontana monumentale».

C’è da svecchiare la macchina comunale e razionalizzare le spese. Cosa farebbe fin da subito?

«Le spese eccessive per il personale di questo Comune sono sempre state un mio pallino. Innanzitutto dimezzerei il numero degli assessori da 8 a 4. Poi un taglio del 30% degli amolumenti di sindaco e assessori e una riduzione del numero dei dirigenti da 16 a 10, poi nel quinquennio li porterei a 8. Stipendi dei dirigenti legati ai risultati ottenuti e non quelli presunti e blocco del turn over dei dipendenti al massimo all’80% (10 in pensione, 2 sostituiti)».

Quale delega si terrebbe?

«Sviluppo economico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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