Sicurezza
«Vada in pensione la vecchia politica»
Giacomo Del Bino, candidato del Movimento 5 Stelle, sogna una «rivoluzione pacifica all’insegna della partecipazione»
PISTOIA. Per la prima volta il movimento 5 Stelle fondato da Beppe Grillo, porta un suo candidato alla guida di Pistoia. E’ Giacomo Del Bino, pistoiese delle Fornaci di 45 anni, geometra “pentito” e da molti anni educatore, volontario e uomo di teatro del Gad Città di Pistoia. Pentito perché, come ci racconta , «mi accorsi che in questo mondo c’erano dei meccanismi poco trasparenti. Così ho deciso di cambiare completamente vita, iscrivendomi a filosofia e, una volta laureato, puntando a due mie grandi passioni: quella per il teatro e quella dell’educatore».
Del Bino, perché ha deciso di candidarsi?
«Premetto che per il nostro movimento non conta tanto la persona, che si deve porre come portavoce dei cittadini, ma le idee e le proposte. Credo che sia arrivato il momento di compiere una rivoluzione pacifica e senza armi, che parta dall’idea che i beni comuni debbano essere gestiti dai cittadini».
Una rivoluzione gandhiana?
«No, perché Gandhi proponeva la resistenza passiva, la nostra invece vuole essere attiva: nel movimento a 5 Stelle abbiamo tutta la società civile e i cittadini devono partecipare alle scelte in modo trasparente. Il mio motto è quella della canzone di Gaber: libertà e partecipazione».
Se diventasse sindaco, quali sarebbero le prime tre cose che farebbe subito?
«La prima sarebbe di bloccare il progetto della centrale Repower, ma senendo i cittadini se vogliono costruire qualcosa di alternativo qualora ritenessero che ci sia veramente bisogno di energia elettrica. Un impianto leggero, che sfrutti le cararatteristiche e le risorse del territorio. Il secondo punto è cambiare le regole dell’amministrare: massimo due mandati per tutti, sindaco e assessori. Poi stipendi ridotti a 2500 euro al mese sia per il sindaco che per gli assessori. E con i soldi risparmiati, creare un fondo a disposizione della città, da cui attingere in relazione alle richieste dei cittadini. Proponiamo anche di creare consulte di settore. Altro punto, sempre in questo ambito, l’amministratore non deve avere più di un incarico.
E per terza cosa?
«Mi occuperei fin da subito è l’economia e lavoro, vista però in chiave ecologica. Favorire le piccole imprese e le economie locali, puntando ai chilometri zero, privilegiando i prodotti autoctoni, quelli biologici e la piccola distribuzione. I soldi prodotti devono rimanere a Pistoia. E occuparsi di rifiuti, per noi, significa anche offrire opportunità di nuovi lavori e vedere i rifiuti come una risorsa e non come un veleno. Oltre a puntare sul porta a porta, pensiamo a impianti come quelli di Vedelago in provincia di Treviso, dove si creano materie-prime seconde e una parte di rifiuti, quella intatta, viene rivenduta o riciclata»
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