Gioco
Ora l’acqua, il gas in futuro, la gente protesta: spreco
Cittadini in rivolta in via Castello Biagini: «Inutile scavare due volte la strada» Il Comune ribatte che il coordinamento dei lavori non è possibile
QUARRATA. I residenti di via Castello Biagini si appellano al buon senso e alla logica del risparmio. «Inutile scavare due volte. Siamo tutti pronti a contribuire economicamente per portare il gas nelle nostre case» spiegano.
L'estensione delle rete idrica in corso, secondo i diretti interessati, dovrebbe assere accompagnata da quella del metano ma l'amministrazione , a secco di soldi, ha rimandato l'opera (nella più rosea delle prospettive) al 2013. Per gli abitanti, intervenire più volte sulla stessa strada rappresenta uno spreco di risorse. Le 12 famiglie residenti a ridosso della Statale, tra Olmi e Casini, sono disposte a farsi carico di una parte delle spese necessarie alla realizzazione del metanodotto e risolvere la questione in tempi brevi.
Ieri mattina però, i cittadini si sono trovati di fronte al fatto compiuto, con operai e mezzi pronti a bucare la strada per estendere la rete idrica dopo ben 7 anni di richieste, petizioni e assemblee pubbliche promosse dalla gente della zona. Nella stessa mattinata due residenti sono andati dal vicesindaco Marco Mazzanti per far valere le proprie ragioni. Dall'amministrazione però nessun passo indietro. «Ci sentiamo sempre dire che non ci sono soldi per fare le opere e di fronte a una proposta spontanea di collaborazione nessuno ci risponde – dice Roberta Gorga da via Castello Biagini – non ci potranno mai essere risorse se si continua a lavorare così. Stamani sono venuti a bucare la strada. È un intervento costoso e sarebbe a vantaggio di tutti approfittare dello smantellamento in corso e dell'asfaltatura prevista a breve per estendere anche la rete del gas». Le famiglie sono d'accordo a coprire parte dei costi del metanodotto ma - precisa la donna - «nessuno ci ha mai fatto sapere qual è la cifra necessaria al completamento dell'opera». Da anni questi cittadini, per mettere qualche toppa sulla carenza di servizi, denunciano spese inaccettabili. Si va dalle migliaia di euro all'anno per scaldare le case con le bombole del gas, ai danni causati dall'acqua del pozzo sugli elettrodomestici.
Senza contare il rischio sicurezza provocato da bombole e inquinanti, la terra nelle vasche e il consumo di bottiglie di plastica per preparare un piatto di spaghetti. «Ci hanno dato l'abitabilità senza che avessimo il servizio idrico. Un paio d'anni fa ho comprato un depuratore da 10 mila euro. Poco prima – ricorda la Gorga – lo scoppio del bombolone del gas mi ha distrutto la cucina».
E il Comune cosa risponde? La rete in arrivo garantirà finalmente il servizio. «In questo momento – spiega Mazzanti – non è possibile portare anche il metano. Non ci sono risorse e abbiamo appena chiuso il bilancio. Sarà mio impegno (se rieletto, ndr) garantire l'estensione per il prossimo anno». L'assessore ai lavori pubblici assicura che i due servizi non avrebbero potuto essere realizzati contemporaneamente, sfruttando un unico intervento. «In Italia – dice infatti – funziona così. Si fa un servizio alla volta. Si tratta di gestori diversi e finanziamenti diversi, impossibile mettere d'accordo tutti. Tecnicamente non possiamo accogliere le richieste dei cittadini». Dal Comune ricordano inoltre che l'opera in corso su via Castello Biagini è resa possibile proprio grazie all'impegno del vicesindaco.
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