Sicurezza
“Manuale” anti-ladri: ecco come fermarli
Forze dell’ordine, esperti e operatori spiegano le tecniche usate per forzare porte, finestre e forzieri e danno consigli per prevenire i colpi nelle case
PISTOIA. Entrano in casa senza fare il minimo rumore. A volte si intrufolano nelle stanze di notte, mentre tutti stanno dormendo. In altri casi aspettano che i proprietari escano ed entrano in azione. Quello accaduto martedì sera in viale Adua non è che l’ultimo di una lunga serie di furti e rapine avvenuti dall’inizio dell’anno su tutto il territorio provinciale. La sensazione che circola tra la gente è che episodi di criminalità come questi siano in continuo aumento. A partire da oggi pubblichiamo una serie di servizi per spiegare come operano i ladri e cosa si può fare per prevenire le intrusioni. Con la collaborazione delle forze dell’ordine, di esperti e operatori del settore indicheremo consigli utili, di immediata applicazione: allarmi, serrature, cani, rimedi fai-da-te e altre accortezze.
L’individuazion della vittima. L’ultimo furto in viale Adua insegna che i ladri non hanno timore né della luce del sole, né dei vicini di casa: il colpo è stato infatti messo a segno in pieno giorno in un appartamento all’interno di un palazzo popolato. Molti malviventi usano tecniche così sofisticate e rapide da non destare il minimo sospetto. Alcune volte, prima di commettere il reato, studiano per giorni la casa e le abitudini della famiglia: si annotano gli orari di uscita e di rientro e i sistemi di sicurezza dell’abitazione. In altri casi invece si assicurano solo sul momento che gli abitanti non siano in casa o, se scelgono di entrare in azione la notte, che siano tutti a letto.
Altre volte ancora, come nel caso di alcune rapine in villa a Quarrata pochi mesi fa, i residenti vengono anche svegliati nel cuore della notte per costringerli a consegnare l’oro e gli oggetti di valore in cassaforte.
Tecniche in disuso. Ad avere il polso della situazione è chi fa il fabbro da generazioni, specializzato in serrature, e viene chiamato ogni volta che c’è da cambiare una toppa scassinata. È il caso di Andrea Pucci del negozio Lockmaster La Bottega del Fabbro di via IV Novembre a Pistoia.
«Recentemente – spiega – veniamo chiamati spesso a cambiare serrature alterate, ma senza scasso. È bene intendersi: il famoso “piede di porco” non viene usato più. Spesso, per entrare, veniva rotto il vetro, o forzato l’infisso; adesso è rarissimo trovarsi di fronte a metodi così grossolani. Altre volte veniva usato una specie di trapano sottile che veniva inserito nel buco della chiave, riuscendo così ad aprire la serratura. Questa tecnica non è ancora scomparsa del tutto, ma è stata soppiantata da altri metodi più raffinati e silenziosi».
Internet. I ladri hanno affinato le loro tecniche e questo soprattutto grazie al web. «Se si cercano video sui metodi di effrazione su Google o su Youtube – spiega Pucci – si trova tantissimo materiale. Ci sono anche immagini e filmati che insegnano nel dettaglio alcuni segreti che soltanto in pochi conoscevano. Alcune tecniche per aprire le serrature, ad esempio, fanno parte di un patrimonio di conoscenze fino a poco tempo fa riservatissimo che veniva custodito da chi, come noi, fa questo mestiere da generazioni e che per lavoro deve sapere come fare ad aprire una porta se, ad esempio, un cliente è rimasto fuori casa e ci chiede aiuto. Con internet molte di queste conoscenze sono diventate sapere comune».
Il metodo più usato. «Nella maggioranza dei casi i ladri aprono le porte senza scasso – spiega Pucci –. Un sistema molto usato è quello della rottura del cilindro della serratura: in pratica vengono prese delle pinze a scatto che, cioè, bloccano la presa. Con queste viene preso il cilindro che, nella maggior parte delle porte, sporge di qualche millimetro dalla toppa. Una volta bloccata la presa intorno al cilindro, basta un colpo secco per rompere la congiuntura interna che tiene insieme le due parti della serratura. Di solito questa congiuntura è in ottone e quindi facilmente spezzabile. A quel punto, basta che il ladro, con la stessa pinza, tiri verso di sé il cilindro, sfilandolo dalla porta. Il gioco è fatto e il rumore è stato minimo. Ecco perché nessuno si accorge quando i ladri entrano».
Porte blindate. Un’altra tecnica è quella usata per aprire anche le porte blindate: «Ha un nome specifico – chiarisce Pucci –. Si chiama “lockpicking” e consiste nell’inserire dentro il buco della serratura un grimaldello con il quale si riesce a forzare, ma senza alterazione, la serratura fino ad aprirla. Questa tecnica viene utilizzata anche per le casseforti che, di solito, hanno lo stesso sistema di chiusura delle porte blindate. Peraltro, più il foro per la chiave è grande, più è agevole per i ladri lavorare col grimaldello».
La riproduzione. «C’è chi porta le chiavi agganciate a un moschettone ai pantaloni: è un errore gravissimo. Mai mettere in bella vista le chiavi di casa – conclude Pucci –. Con le fotocamere ad alta definizione che ci sono adesso anche inserite nei cellulari, fare una foto a un mazzo di chiavi appoggiate, ad esempio, a un tavolino del bar, è facilissimo. Poi i ladri possono riprodurre la chiave fedelmente guardando la foto».
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