Sicurezza
I carabinieri: «Collegate l’antifurto al 112»
Utile la collaborazione tra vicini nei controlli e tanti accorgimenti per scoraggiare le intrusioni
PISTOIA. Colpisce l'intimità di una persona, aggredisce la sfera dei ricordi affettivi e, di conseguenza, fa salire il livello di livello di ansia, a volto rendendo la vita un inferno. Per questo il furto in casa è uno dei reati più sgradevoli. Ecco dunque che alcuni consigli utili su come difendersi dai ladri di appartamento sono la migliore forma di prevenzione. Secondo i dati Istat, la maggior parte dei ladri entrano in casa non scassinando o forzando porte e finestre, ma con raggiri (10,6 per cento), o approfittando della distrazione dei padroni di casa (42,6 per cento) o del fatto che sia particolarmente semplice aprire la porta di ingresso (5,1 per cento). Nel 66 per cento degli episodi, in casa non vi è nessuno al momento del furto. Secondo i carabinieri, inoltre, i ladri agiscono in genere ove ritengono vi siano meno rischi di essere scoperti: ad esempio, un alloggio momentaneamente disabitato.
«Vivere in una casa "tranquilla" – spiega il maggiore Vincenzo Maresca, comandante della Compagnia di Pistoia - rappresenta il desiderio di tutti ed alcuni semplici accorgimenti possono renderla maggiormente sicura. Un ruolo fondamentale assume inoltre la reciproca collaborazione tra vicini, in modo che vi sia sempre qualcuno in grado di tener d'occhio la vostra abitazione quando siete assenti. Ricordate di chiudere il portone del vostro palazzo – spiega – e non aprite il portone o il cancello automatico se non sapete chi ha suonato». Dalla prudenza e dal buon senso, si passa poi ai dispositivi di difesa, come gli antifurti: «Installate dei dispositivi antifurto collegati possibilmente con i numeri di emergenza – prosegue Maresca –. Nella sezione modulistica del nostro sito troverete le indicazioni per collegare il vostro antifurto al 112. E, mi raccomando, non informate nessuno del tipo di apparecchiature di cui vi siete dotati, né della eventuale presenza in casa di casseforti».
Anche l’installazione di una porta blindata con spioncino e serratura di sicurezza, di videocitofoni o telecamere a circuito chiuso può essere utile. «Accertatevi – avverte Maresca – che la chiave non sia facilmente duplicabile. E se avete bisogno di far fare una copia, provvedete personalmente. Evitate poi di attaccare al portachiavi targhette con nome ed indirizzo».
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