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Una «strage contabile» nella Comunità Montana

Una «strage contabile» nella Comunità Montana

Nella relazione sugli ammanchi gli esempi delle procedure irregolari su spese per centinaia di migliaia di euro

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a definisce così il perito Luca Eller, ad un certo punto della sua relazione, la situazione dei conti della Comunità montana, nel periodo in cui se ne occupava Giuliano Sichi. Eller è da mesi al lavoro sui conti dell’ente, dopo l’esplosione del caso degli ammanchi milionari, per il quale lo stesso Sichi è sotto indagine anche della procura della repubblica. E si capisce che il perito, arrivato ad un certo punto del suo lavoro, non riesca a credere ai suoi occhi: possibile che in un ente pubblico la contabilità sia stata per tanti anni (lui ipotizza dal 1981 al 2011) tenuta con plurime e gravissime irregolarità?

Se le magagne più conosciute – anche all’esterno – erano quelle sugli incassi per la legna venduta, di cui ci siamo occupati ieri , la relazione consente di mettere a fuoco altri comportamenti giudicati gravemente irregolari sul fronte delle uscite.

Secondo il perito Luca Eller, il problema fondamentale del modo di procedere in Comunità in questi anni, era che veniva utilizzato illegittimamente lo strumento del “mandato” per effettuare delle spese non – come dovrebbe essere – per spese economali, cioè minute, e per cifre di 258 euro al massimo. Macché: Eller ritiene di aver trovato numerose prove che per questa via si autorizzavano spese per migliaia di euro.

Non solo nel periodo 2001-2011. Il perito, con alcuni dei suoi “carotaggi” sulla contabilità arretrata, ha scoperto ad esempio un mandato di pagamento dell’agosto 1998, intestato all’economo Giuliano Sichi, che fa capo ad una determina per l’acquisto di buoni benzina Q8 del valore di 25 milioni di lire (50 volte sopra il limite massimo di spesa previsto dal regolamento di contabilità). Allegato, il perito ha effettivamente trovato un assegno circolare non trasferibile, ma intestato non alla Q8 bensì ad una banca. Inoltre non ci sono fatture quietanzate.

La relazione riporta altri casi simili: 35 milioni per il pagamento di bolli automobilistici (gennaio 1999); o 3,5 milioni (febbraio 2000) per “rimborso servizio economato” per il quale non si trovano le pezze d’appoggio.

Sono solo esempi, suggerisce Eller, ma contribuiscono a descrivere una situazione contabile in cui – come lo stesso perito ha ironicamente detto lunedì sera davanti al consiglio della Comunità Montana – «le entrate non entravano ma le uscite uscivano». Anche qui, bene precisarlo, il lavoro del perito consente di mettere a fuoco prassi ritenute irregolari e/o illegittime: dove finissero i soldi di cui si parla è questione che la relazione Eller non poteva affrontare, ma è materia di cui si sta occupando la procura della Repubblica.

Sommando insieme tutti i possibili ammanchi (ma si tratta di una stima per larghi versi presuntiva), considerando le uscite ma anche le irregolarità sulle entrate, gli omessi pagamenti di bolli e imposte e una lunga serie di altre voci contabili, Eller stima in 10,3 milioni di euro almeno (facilmente incrementabili a 13) tra il 1982 e il 2011 le somme finite nel gorgo della “strage contabile” targata Comunità Montana.

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