Gioco
I medici di famiglia in ospedale
Collaborazione con l’Asl per integrare l’assistenza ai pazienti ricoverati
PISTOIA. Dopo quasi un anno di confronti, è stato sottoscritto l’accordo per la Medicina generale, d’intesa tra le principali sigle sindacali (in rappresentanza dei dottori attivi nella provincia di Pistoia) e la Asl.
L’obiettivo è di integrare sempre più il medico di famiglia nel sistema assistenziale, in vista della realizzazione dei presidi funzionali territoriali, improntati sulla compresenza, all’interno di un’unica struttura, di diverse professionalità. Fondamentale quindi lo scambio continuo e diretto tra i vari livelli professionali coinvolti nella cura del paziente, specialmente alla luce di una riorganizzazione che punta su dimissioni precoci e su una diversa presa in carico del malato.
«Quello presentato è un accordo politico che non prevede alcun vantaggio economico» spiega il segretario provinciale della Fimmg, Beppino Montalti. Per la prima volta la Medicina generale avrà un proprio referente, eletto dagli stessi medici, in grado di rapportarsi formalmente con l’azienda sanitaria e i professionisti attivi all’interno dell’ospedale. I dottori di famiglia saranno inoltre dotati, così come previsto dall’atto, di badge identificativi per accedere al Ceppo, in modo analogo al personale dipendente.
«È un tesserino simbolico – spiega Montalti – che aiuterà a far sentire tutti parte di uno stesso sistema». I medici potranno inoltre intervenire direttamente sulla cartella sanitaria del paziente ricoverato. Attraverso l’accordo viene anche formalizzato il rapporto di collaborazione diretta tra il medico di famiglia e il professionista ospedaliero con lo scopo di rendere più efficienti le visite specialistiche.
«È stato attivato un confronto immediato, caso per caso, tra il medico e lo specialista impegnato in ospedale» sottolinea il segretario Fimmg.
Per coprire l’assenza giustificata dei dottori, il servizio di guardia medica è stato anticipato, dalle 10, alle 8 del mattino.
Il progetto inoltre «prevede un’individuazione dei fabbisogni per i pazienti cronici con la possibilità di consegna domiciliare dei farmaci» fanno sapere dall’Asl. (b.f.)
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