Gioco
Caro-benzina, assalto al treno e le carrozze scoppiano
Non passa giorno senza che alla stazione di Pistoia qualcuno si lamenti dei ritardi e dei disservizi dei treni regionali, divenuti ormai i carrozzoni della speranza degli anni Duemila.
PISTOIA. Non passa giorno senza che alla stazione di Pistoia qualcuno si lamenti dei ritardi e dei disservizi dei treni regionali, divenuti ormai i carrozzoni della speranza degli anni Duemila. A fronte dell'aumento scellerato e costante del prezzo del carburante, sia diesel che senza piombo, ecco che molti di quelli che fino all'anno scorso preferivano raggiungere in auto le due principali mete lavorative e studentesche della regione, cioè Firenze e Pisa, anche a costo di code interminabili e parcheggi a pagamento, da qualche mese a questa parte hanno abiurato a favore del trasporto ferroviario.
Lo confermano gli stessi addetti alla biglietteria della stazione di Pistoia: in questi primi tre mesi dell'anno il numero di abbonamenti è aumentato considerevolmente su tutta la tratta regionale, contemporaneamente alla flessione degli acquisti dei singoli biglietti, soprattutto per le linee montane. Il perché è presto detto: solitamente la maggiorazione sul costo del trasporto avviene sul biglietto di corsa semplice, mentre raramente si interviene sull'abbonamento, e comunque non con le stesse percentuali. L'ultima stangata i pendolari pistoiesi e toscani l'hanno ricevuta a febbraio, con un aumento del 20% del prezzo del biglietto. Poche decine di centesimi per ogni corsa, si dirà, che però diventano una somma considerevole se il treno diventa una necessità giornaliera.
Eppure non è questo che più abbatte i viaggiatori pistoiesi, che tutte le mattine affollano i binari della stazione. Ieri mattina, ad esempio, arrivando alla stazione in tempo per il treno delle 9,12 per Firenze, molti studenti sono stati costretti a prendere il treno delle 8,42, arrivato con oltre mezzora di ritardo e i cui posti erano per buona parte già occupati. Per i molti che non sono riusciti a trovare un posto libero, il viaggio si è trasformato nell’ennesima escalation di travaglio, interrottasi solo a Firenze Rifredi.
Chiara, studentessa di disegno industriale, da settembre viaggia con l'abbonamento e, oltre al sovraffollamento delle carrozze, lamenta lo scarso controllo a bordo treno. Silvia, studentessa di ingegneria, aspetta il treno delle 8,42 da mezz'ora e non riesce a capire cosa sia successo: «In questo periodo i treni, soprattutto la mattina, arrivano in ritardo e quando arrivano in stazione sono già strapieni».
Senza contare che, con l'aumento dei passeggeri, si fa più evidente il disagio provocato dalle tante porte fuori servizio che obbligano i viaggiatori a lunghe code nei corridoi, in attesa di scendere. A fronte di una battaglia che sembra persa già in partenza, gli studenti riversano ogni giorno su Facebook.
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