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Pistoia

Apre il museo nell’ex stabilimento Smi

Apre il museo nell’ex stabilimento Smi

Inaugurazione il 12 maggio, le sale tematiche nelle gallerie saranno visitabili gratuitamente

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CAMPO TIZZORO. Sabato 12 maggio ore 15.30. Ci sono sia la data che l’ora ufficiali dell’attesissima inaugurazione del nuovo museo allestito da Irsa nell’ex stabilimento Smi di Campo Tizzoro. Dopo tanti mesi di duro lavoro, il taglio del nastro segnerà finalmente la restituzione di una porzione importante del patrimonio di archeologia industriale Kme Italy alla fruizione del pubblico. Alla cerimonia di inaugurazione sarà presente Salvatore Orlando affiancato da diverse autorità provinciali e comunali e dal presidente di Irsa Luciano Angeli. Per l’occasione, le gallerie saranno visitabili gratuitamente.

«Già da Pasqua abbiamo cominciato a far scendere i primi gruppi di visitatori nei rifugi antiaerei – spiega il responsabile di Irsa Gianluca Iori – le prenotazioni pre-apertura erano già più di mille. In quest’ultima fase ci siamo dedicati alle rifiniture: imbiancatura, luci, allestimento degli oggetti nelle bacheche. Siamo davvero pronti». In effetti il museo ha cambiato volto. Le sale tematiche, allestite nel blocco degli ex uffici della dirigenza Smi, sono invitanti: e spaziano dai macchinari per la produzione bellica, alla sala controllo cartucce, alla holding room con un grammofono funzionante con su inserita la canzone “O sole mio”, alla ricostruzione di un ufficio amministrativo e contabile. Non solo museo dello stabilimento, ma anche della scienza e della tecnica come dimostra la presenza di una “sala del chimico”. Suggestiva, infine, la sala con l’enorme plastico illuminato, raffigurante le fasi di espansione dello stabilimento e del paese di Campo Tizzoro con le casette svizzere dal tetto spiovente. Si scende, poi, nella gallerie antiaeree accolti dal suono della sirena. L’illuminazione bianca e rossa è ora completata, come pure i diorami che illustrano la funzione delle varie stanzette poste lungo gli 800 metri di corridoio sotterraneo. Ad intermittenza, le panche in legno dove sedevano gli operai, cui le scritte sulle pareti, appena restaurate, raccomandavano di stare agli ordini, non fumare e non passeggiare per non consumare troppa aria. Intanto è arrivata in donazione la prima maschera antigas, un 1º importante passo, un 1° nuovo dono; ed è stato allestito un angolo partigiano, mentre i bagni conservano le originali scritte repubblicane. Una porzione del corridoio è adibita a poligono di tiro al coperto per le balestre e gli archibugi della Compagnia storica Francesco Ferrucci di Gavinana.(e.v.)

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