Sicurezza
La legge antincendio rischia di darci la mazzata finale
CUTIGLIANO. «Non avrei mai immaginato l'attuale miseria». L'appello di Giuliano Tonarelli, presidente del consorzio Apm e albergatore di Cutigliano, ha ricevuto appoggio e funto da cassa di risonanza...
CUTIGLIANO. «Non avrei mai immaginato l'attuale miseria». L'appello di Giuliano Tonarelli, presidente del consorzio Apm e albergatore di Cutigliano, ha ricevuto appoggio e funto da cassa di risonanza per il malessere di molti colleghi. I picchi minimi di lavoro dell'inverno 2011/ 2012 - in cui, per la prima volta nella storia, nemmeno il Capodanno ha riempito hotel e appartamenti - sono un campanello d'allarme. Ma a turbare gli albergatori della Montagna sono anzitutto le nuove norme fiscali e antincendio che rischiano di dare il colpo di grazia al sistema già asfittico. Il decreto del 16 marzo obbliga le strutture con più di 25 posti letto a presentare un piano antincendio entro maggio 2012 e svolgere i lavori di adeguamento entro fine 2013. Uniche alternative: la riduzione dei posti letto o la chiusura.
«Siamo nei guai fino al collo – esordisce la famiglia Breschi dell'hotel Miramonte a Cutigliano – Il lavoro è calato, si prospettano spese enormi, non sappiamo cosa ci attende. Molte strutture alberghiere della montagna furono avviate generazioni addietro e non sono adeguabili alle nuove norme. Entro maggio un ingegnere redigerà il piano antincendio e sapremo l'importo esatto delle spese. Le previsioni vanno dai 40mila ai 300mila euro, cifre non recuperabili con l'attuale afflusso turistico. Ci si trova col cuore in mano a fare scelte tristi e difficili».
Ridurre i posti letto significherebbe comprimere la capacità ricettiva delle località montane, dunque il lavoro per tutto l'indotto, dai negozi ai ristoranti agli artigiani. C'è anche chi valuta la peggiore delle ipotesi: la chiusura. «Vorrei che la comunità tutta si rendesse conto del rischio che stiamo correndo – riprende Franco Viliani dell'hotel La Valle – la fine del turismo equivale alla morte per i nostri paesi. Inutile fare ancora analisi. Come unica soluzione vedo una delegazione ristretta incaricata di individuare un target ideale e costruire un'offerta ad hoc». Chi già possiede i requisiti anticendio non è meno preoccupato . «La poca neve ha colpa fino a un certo punto – concordano dall'hotel Miramonti di Abetone – il problema è la povertà. Le tasse aumentano e l'Imu sarà un salasso. Siamo alla frutta».
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