Il Tirreno

Pistoia

Crolla il manifatturiero nell’area euro

di MIchele Galardini
Crolla il manifatturiero nell’area euro

21 milioni in meno da Francia e Spagna. Scese del 60% le esportazioni del settore ferrotranviario verso la Turchia

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PISTOIA. Il valore dei prodotti pistoiesi esportati all’estero nel 2011 è rimasto pressoché fermo rispetto al 2010 (+0,8%), in controtendenza con quanto accaduto in Toscana, dove la media è stata del +13,7%, e, in generale, in Italia, dove invece è stata del +11,4%. Questo però includendo nelle stime anche il ribasso di alcune merci straordinarie, caratterizzate da forti elementi di variabilità, come nel caso del ferrotranviario che solo verso la Turchia ha subito una flessione del 60,9%.

Il report presentato ieri mattina da Renzo Vettori, responsabile del Centro studi Assindustria di Pistoia, che ha elaborato i dati forniti dall’Istat, parte proprio da questa considerazione di base per disegnare un quadro il più possibile ampio e particolareggiato dello stato dell’export dei prodotti del nostro territorio. Per esempio, rispetto al 2008, anno che fa da spartiacque con lo scoppio della crisi mondiale, Pistoia ha esportato il 7,1% in meno, a fronte di una crescita media toscana del 19,5% e italiana del 1,9%. Ma tutto questo, dicevamo, sempre tenendo conto anche delle merci anomale. Qual è, dunque, lo stato reale dell’export pistoiese?

Secondo Vettori «la traiettoria di fondo a cavallo della crisi non si è discostata in modo significativo rispetto a quella degli altri ambiti di riferimento. Nel quarto trimestre del 2011, al netto delle componenti “particolari”, sia le esportazioni italiane che quelle toscane e pistoiesi sono infatti tornate su un livello praticamente uguale all’ultimo massimo ciclico precedente, raggiunto prima della crisi».

Per quanto riguarda, ad esempio, il settore manifatturiero, il calo nell’area Euro è stato il fattore che maggiormente ha smosso gli equilibri, nonostante alcune crescite singole, come nel caso delle esportazioni verso la Germania (+6,8%) e del Regno Unito (+2,5%). Si sono fatti sentire, ad esempio, il -6,4% della Francia e il -10,7% della Spagna, che da sole hanno fornito un contributo negativo pari a 21 milioni di euro. Segnali positivi, invece, arrivano da alcune economie verso le quali negli anni precedenti i prodotti pistoiesi avevano dimostrato buona presa, come nel caso della Russia (che dal +42,7% del 2010 è passata al +51,4%) e l’Asia Orientale (15 milioni di euro in più nel 2011).

In definitiva, «escludendo alcune aree problematiche come il “mobile” – secondo Vettori – nel periodo a cavallo della crisi l’andamento delle esportazioni pistoiesi è stato allineato alla media italiana e si addirittura è interrotto il deterioramento strutturale che negli ultimi anni ci aveva fatto perdere quote rispetto al totale nazionale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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