Il Tirreno

Pistoia

«Vorrei una città meno chiusa e provinciale»

di Francesco Albonetti
«Vorrei una città meno chiusa e provinciale»

La proposta di Daniela Simionato, candidata della Lega Il leader ideale? Non politico, lavoratore, meglio se sposato

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PISTOIA. Daniela Simionato, trevigiana doc e pistoiese d’adozione, è la candidata a sindaco della Lega Nord, di cui ricopre la carica di segretario provinciale da circa un anno. Vive a Pistoia da quando si è sposata, nel 1983 e ha un figlio di 25 anni, laureato e studente modello. Simionato ha girato l’Europa e il mondo per motivi di lavoro, ma è molto legata alle radici venete, alla famiglia e, negli ultimi anni, anche al territorio pistoiese: «Vorrei solo una città meno chiusa e provinciale». Dal 1992 è stata presidente dell’Avo, l’associazione dei volontari ospedalieri, carica che ha lasciato di recente.

C’è un legame fra la sua attività politica e quella nel volontariato?

«No, ho sempre cercato di tenere separate le due cose, non ho mai voluto dare l’impressione di volere cavalcare il mio ruolo per fini politici. Naturalmente l’impronta del volontariato si vede anche nel mio programma, per l’importanza che assegno ai temi sociali e alla politica che si rivolge alle fasce più deboli della popolazione».

Oltre i temi sociali quali sono gli altri punti cardine?

La centralità dell’uomo e della persona, con la famiglia come nucleo fondamentale. Poi il lavoro, con grande attenzione al declino produttivo di Pistoia, tema sul quale ho organizzato un convegno nei mesi scorsi. Poi il degrado e il decoro del centro e della città. Il mio programma sono le battaglie condotte in questi anni di consigliera comunale, prima di Forza Italia poi della Lega. Spero che la gente abbia imparato a conoscermi e mi apprezzi per quello».

Le vicende nazionali del partito incideranno sull’esito del voto nei suoi confronti?

«Temo di sì, è inevitabile, però la Lega ha imboccato la strada giusta per far chiarezza al suo interno. Poi, come ho detto prima, sono elezioni comunali e confido che i pistoiesi lo capiscano e mi apprezzino per quello che ho fatto qui».

Cosa c’è da cambiare assolutamente a Pistoia?

«Le solite facce che fanno tutto da anni. Le stesse persone che si occupano di cultura, urbanistica e tutto il resto».

E cosa salverebbe?

«Il rifacimento della Sala è stato un ottimo lavoro, ma risale ormai a parecchi anni fa»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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