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Cultura tra costo e risorsa ricette diverse per la città

Cultura tra costo e risorsa ricette diverse per la città

PISTOIA. Per capire quale sarà il destino della cultura a Pistoia, cinque dei candidati a sindaco per le prossime elezionihanno incontrato mercoledì scorso, alcuni rappresentanti della cultura...

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PISTOIA. Per capire quale sarà il destino della cultura a Pistoia, cinque dei candidati a sindaco per le prossime elezionihanno incontrato mercoledì scorso, alcuni rappresentanti della cultura pistoiese. Nella cornice della Galleria d'arte Vannucci, i candidati hanno risposto a cinque domande sul ruolo e il destino della cultura e dell'arte a Pistoia. Le tematiche tirate in ballo spaziano dagli interrogativi sul futuro dell'arte contemporanea e di alcuni spazi dedicati come Palazzo Fabroni al ruolo dell'amministrazione pubblica e della figura dell'assessorato alla cultura nella gestione culturale cittadina, e ancora agli investimenti economici nelle attività culturali.

«C'è bisogno di istituzionalizzare un luogo della creatività a Pistoia – afferma Anna Maria Celesti, candidata Pdl – l'amministrazione ha, in questo senso, il dovere di impegnarsi e fare sinergia con tutti gli attori con capacità ed esperienza in materia sul nostro territorio. E se l'istituzione non ce la fa da un punto di vista di macchina amministrativa, esiste anche la possibilità di fare, appunto, un'ottima integrazione con un privato nel mondo dell'arte».

Secondo Bartolomei, candidato Fli «le esperienze fiorenti di Palazzo Fabroni sono state importanti, ma bisogna anche pensare che solo una di quelle mostre costò 400mila euro, di cui 200mila solo per la stampa dei cataloghi, dei quali il 90% si trovano ad oggi ammucchiati in un magazzino. Certo, Palazzo Fabroni va ripensato e rilanciato dati gli investimenti fatti. Immagino percorsi concorsuali e bandi pubblici per le proposte culturali».

Ma la cultura può risollevare lo sviluppo economico e come? Samuele Bertinelli, candidato Pd, si dice contrario «all'idea che vede la cultura come il nostro petrolio, mettendola sempre in rapporto con la condizione turistica. Questo produce un turismo omologato, dove le città d'arte tendono a somigliarsi tutte, e si rischia di perdere il nostro tratto identitario. E' importante che funzionino bene i servizi di base della città, come i musei e le biblioteche per esempio».

Secondo Giacomo Del Bino, candidato per il Movimento 5 Stelle, la prospettiva è invece quella della cultura e degli spazi pubblici in mano ai cittadini: «tutta la città deve essere considerata un percorso culturale artistico e formativo nelle mani dei cittadini che vogliono fare dell'arte».

Uno dei problemi concreti affrontati durante l'incontro è stato anche quello degli orari di apertura della Biblioteca San Giorgio e della presenza dell'opera da 400mila euro di Kiefer, donato dalla Fondazione Cassa di Risparmio. «La biblioteca San Giorgio è stata un opera esagerata per Pistoia. Più che dell'opera di Kiefer mi preoccuperei dei soldi spesi per l'inaugurazione, per le pulizie extra, e tenerla aperta la sera sarebbe un problema dato che manca già personale. Bisognerebbe fare accordi con cooperative, associazioni» commenta Daniela Simionato, candidata per Lega Nord.

Eleonora Ferri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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