Bandito armato rapina il supermarket
Minacciati con una pistola il dipendente e due clienti del Penny di Montale. Settecento euro il bottino del colpo
MONTALE. Appena la porta scorrevole del Penny Market si è aperta, ha impugnato la pistola e l'ha puntata contro cassiere e clienti. «Dammi l'incasso» avrebbe subito intimato al dipendente in servizio ieri mattina nel supermercato montalese di via Aldo Moro. Venti secondi in tutto per spaventare a morte gli avventori del negozio, arraffare i contanti e tagliare la corda con un bottino di 700 euro in tasca. Il rapinatore è scappato in sella allo scooter parcheggiato di fronte all'ingresso del market.
Dalla Compagnia carabinieri di Pistoia hanno diramato un ordine di ricerca. Una persona, fermata ieri dai militari per accertamenti, è stata rilasciata poco dopo. L'indagine è ancora in corso. Secondo i racconti dei testimoni, l'autore della rapina sarebbe un cinquantenne italiano alto un metro e settanta e di corporatura robusta.
L'uomo è entrato al Penny col volto quasi completamente coperto da un casco semi-integrale e da una sciarpa avvolta fino agli occhi. Addosso un k-way verde marcio, di quelli "vecchio stile". «Era mezzogiorno e mezzo - racconta Pablo Marroccoli, direttore responsabile della struttura - Probabilmente ha aspettato l'ora di pranzo per avere l'incasso della mattinata. Quando è entrato ero al banco della frutta e ho fatto appena in tempo a vederlo uscire. Tutto si è consumato nell'arco di pochissimi secondi. Il rapinatore ha puntato la pistola verso il ragazzo alla cassa e i due clienti in fila. In quel momento - spiega - c'erano poche persone nel supermercato, forse quattro in tutto. L'uomo ha detto soltanto al dipendente, in perfetto italiano, “dammi l'incasso” e ha preso i contanti». Nessun accenno alla cassaforte. Il rapinatore non ha neppure tentato di mettersi in tasca i sessanta euro che una cliente, un attimo prima di ritrovarsi con un'arma puntata contro, aveva tirato fuori dal borsellino per pagare la spesa.
«Probabilmente - dice Marroccoli - si tratta di qualcuno che ha tentato un colpo disperato. Potrebbe essere chiunque». Impossibile, secondo i testimoni, capire se quella impugnata dall'uomo fosse una pistola vera. «Quando te la ritrovi davanti - continua il responsabile della struttura - non ti stai certo a chiedere se funziona». Per i due clienti in fila alla cassa numero 3, l'unica aperta alle 12 e 30 di ieri, ci sono voluti diversi minuti prima di riprendersi dallo choc. Una signora ha incrociato il malvivente mentre stava salendo in sella al motorino ma nè lei nè altri hanno saputo dire in che direzione fosse diretto.
Le vie di fuga, da quella zona, certo non mancano. Il supermercato però, sprovvisto di telecamere, in dieci anni di attività, non aveva mai subito rapine. Solo un piccolo furto in passato. «Da qui - spiega il responsabile - di solito passano i carabinieri a fare dei controlli quotidiani proprio sull'ora di pranzo e su quella di chiusura». Morroccoli, già nel 2011, era stato coinvolto in un'altra rapina al Penny Market pratese di via del Romito. In quel caso tre dipendenti furono prima costretti ad aprire la cassaforte e poi rinchiusi nel magazzino da una banda di rapinatori. «Stavolta - sdrammatizza- è andata meglio».
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