Sicurezza
Legambiente rilancia progetto mai attuato per una città verde
Realizzato 8 anni fa da 4 professionisti, è rimasto sulla carta Sessa: «Così i vivaisti e la comunità potrebbero collaborare»
PISTOIA. L’idea non è certo originale, tante volte si è sentita enunciata nei convegni e scritta nei programmi elettorali: perché non studiare una collaborazione tra vivaisti e Comune per rendere più curato il verde cittadino e rendere visibile la qualifica di Pistoia come “capitale europea del verde”, con vantaggi per i cittadini ma anche per l’industria del verde che potrebbe usare la città come “biglietto da visita”?
Ma questa volta oltre al semplice enunciato c’è un progetto già realizzato, almeno nelle linee di massima, che potrebbe tornare d’attualità. Le firme sono quelle di un gruppo di architetti e professionisti del settore (Massimo Bandini, Marco Cei, Renato Defant e Florinda Petrella), la proposta viene da Legambiente, per bocca del responsabile pistoiese Antonio Sessa. Il progetto (“Proposta di riqualificazione paesaggistica per la città di Pistoia”) risale a otto anni fa e fu realizzato grazie ad un finanziamento della Camera di commercio e alla collaborazione del Cespevi. «L’idea era quella di realizzare una serie di piccoli interventi che, portati a termine nel modo corretto e con l’utilizzo di verde appropriato – spiega Massimo Bandini – potevano consentire di rendere più gradevole e “verde” la città, oltre che meno asfaltata e impermeabilizzata. Il tutto con al massimo due persone necessarie alla cura del nuovo verde».
Il progetto fu realizzato, ma sostanzialmente rimase sulla carta. E nessuno l’ha più preso in considerazione in questi anni. Ma ultimamente qualcosa è cambiato: il mondo vivaistico è intervenuto diverse volte ad abbellire e arredare le nuove rotonde, il Distretto vivaistico e l’Associazione Produttori del verde hanno dimostrato sensibilità. «Legambiente – aggiunge Sessa – chiede ai candidati sindaci di esprimersi su questa idea, nella speranza che venga ripresa».
L’idea è appunto quella di riqualificare angoli di città con l’utilizzo del verde. Prima di tutto si dovrebbero eliminare spazi per manifesti e cartelli stradali inutili. Poi, ad esempio, un filare di tigli potrebbe trasformare l’aspetto di via Bonellina, un cipresso potrebbe svettare all’ingresso di porta Carratica, ma anche in piazza Leonardo Da Vinci. Potrebbe diventare un piccolo parco il parcheggio Cellini, attualmente un semideserto dove crescono stente pianticelle che non riescono ad attecchire. Insomma, le possibilità sono molteplici e altri interventi potrebbero essere definiti rapidamente, una volta acquisito il metodo di lavoro. Il pensiero corre all’area ex Breda, dove le superfici asfaltate e cementate dominano.
«La proposta è molto interessante e costa poco – conclude Sessa – vediamo se qualcuno si fa avanti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google