Lutto
L’AnsaldoBreda conquista i giapponesi
Positiva la verifica per i manager dell’Hitachi, intenzionata ad acquistare una quota della società di via Ciliegiole
I giapponesi dell’Hitachi in visita allo stabilimento pistoiese Ansaldo Breda. L’oriente si fa sempre più vicino: l’interesse all’acquisto di AnsaldoBreda da parte del colosso giapponese è serio e reale. Ieri mattina una delegazione della multinazionale nipponica ha visitato i reparti della fabbrica di via Ciliegiole.
Oggi sarà a Palermo, domani a Reggio Calabria e venerdì a Napoli. Tutto ruota, adesso, intorno all’offerta che l’Hitachi proporrà a Finmeccanica per riuscire a mettere le mani sulla corteggiatissima Ansaldo Sts, leader nel segnalamento ferroviario, e acquistare tutta o parte (molto probabilmente l’entrata sarà graduale) della sorella più povera AnsaldoBreda.
All’ordine del giorno della visita di ieri, principalmente due punti: l’approfondimento dei conti della società pistoiese-napoletana controllata da Finmeccanica e la valutazione dello stabilimento, degli impianti, delle strumentazioni e dell’organizzazione.
Punti questi che lasciano intendere un livello di trattativa non proprio all’inizio. Tutt’altro. La fase non è più quella dei “primi contatti”, di una generica “manifestazione di interesse” come negli ultimi mesi è stato attribuito ad altri colossi multinazionali del ferroviario. Si tratta ora di vedere i conti. In un primo momento si è parlato della volontà da parte di Hitachi di acquistare il 50% della società, ma le modalità di ingresso dei giapponesi nella compagine sociale di AnsaldoBreda (al momento interamente pubblica) rientreranno nei dettagli dell’offerta e per il momento è prematuro parlarne. Ieri la delegazione si è limitata all’osservazione.
I lavoratori non hanno organizzato alcuna forma di protesta nei confronti degli ospiti nipponici e al termine della visita sono stati ricevuti dall’amministratore delegato Manfellotto:
«L’ad – spiega il neo-coordinatore dell’rsu Massimo Ducceschi – ha detto che i giapponesi hanno manifestato un grande interesse per lo stabilimento, che hanno apprezzato i nostri prodotti e hanno preso molti appunti. Non ne avevamo dubbi: sappiamo di avere grandi potenzialità ed era ovvio che i giapponesi le riconoscessero. Il problema è che non fanno altrettanto governo e Finmeccanica. La nostra posizione è sempre la stessa: AnsaldoBreda deve rimanere italiana e deve essere riconosciuta la strategicità del settore ferroviario. Non abbiamo protestato perché il problema non è il potenziale acquirente, ma chi vuole vendere».
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