Il Tirreno

Pistoia

il pd e il caso bartoli

«Il partito non si deve chiudere»

Giurlani (Uncem) e Fagioli preoccupati per le tensioni interne

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Continuano gli interventi di esponenti del Pd e non solo che prendono posizione sulle vicende interne al partito, in particolare sull’esodo di oltre 150 iscritti in solidarietà con Roberto Bartoli, il candidato sconfitto alle primarie del centrosinistra, che il Pd ha ritenuto di non candidare nella lista per il consiglio comunale.

«Pur non entrando nello scontro polemico del “caso” pistoiese – scrive Oreste Giurlani, presidente di Uncem Toscana e sindaco di Fabbriche di Vallico – un fatto è certo: un partito come il Pd, che nasce con l’ambizione di essere la forza centrale di uno schieramento riformista di centrosinistra, deve assolutamente, e prima di tutto, evitare di chiudersi in se stesso e sposare una logica esclusiva... Insomma, non si può procedere nella logica che chi vince prende tutto e chi perde niente o quasi». Secondo Giurlani «lasciare fuori dalle istituzioni personaggi che rivendicano una loro criticità e diversità, non è mai una scelta positiva: riduce gli spazi di dibattito e porta al di fuori del luogo naturale, il consiglio comunale appunto, ogni impulso all’analisi politica e al confronto».

Critico verso le scelte delle segreterie Pd anche Renzo Fagioli. «Ciò che sta accadendo nel Partito democratico di Pistoia è un fatto di una gravità inaudita. Un rilevantissimo gruppo di persone di qualità iscritti al nostro partito, molti dei quali con cariche dirigenziali, dopo anni di impegno, decide di restituire la tessera, non trovando più, evidentemente, motivazioni e ragioni per proseguire nella militanza».

Secondo Fagioli «Nessuno, nel Pd, può pensare di partire da posizioni di forza, ci si deve basare sul confronto interno e sulla elaborazione di linee che superino, con la forza dell'innovazione, le divisioni , ma, per far questo, non si deve discutere solo di presentazione di liste o candidati, ma di tutto ciò che appartiene alla vita di tutti noi, e, cioè, dei grandi e piccoli problemi del paese e delle tante comunità».

«Si impone, quindi, una profonda riflessione, da parte dei dirigenti e dei militanti del Pd pistoiese, che , peraltro, esprime anche livelli di grande eccellenza, e invito coloro che vogliono lasciare il Pd a ripensarci , a fare anch'essi qualche riflessione sui propri comportamenti, specie se dirigenti ».

Ricordiamo che sulla vicenda dei “ribelli” si è espresso lo stesso segretario generale Pierluigi Bersani nel corso di una visita in città venerdì scorso. Bersani non ha condiviso le critiche al gruppo dirigente (avanzate anche da Chiti) ma ha invitato i fuoriusciti a rientrare nel partito per rendere possibile un confronto interno sulle loro ragioni. Inutile dire che anche le parole di Bersani hanno suscitato diverse critiche.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web