La manifestazione
Il mistero della pensione scomparsa
Deve riscuotere oltre 6mila euro di arretrati della moglie defunta, ma Inps e Poste negano di avere in deposito i soldi
CASALGUIDI. Dove siano finiti quei 6 mila euro lordi di arretrati e quando potrà riaverli nessuno, almeno finora, ha saputo dirglielo. In due mesi Bartolomeo Bardelli, sessantunenne casalino, racconta di aver ricevuto solo risposte incerte e rimbalzi di responsabilità. «Il 2 febbraio scorso - spiega - l'Inps ha riconosciuto a mia moglie la pensione di vecchiaia con decorrenza dal primo aprile 2011. Lei però, purtroppo, al momento della comunicazione era morta da pochi giorni. Ho fatto quanto richiesto dalla normativa per ottenere la reversibilità ma una volta chiusa la pratica, il 22 febbraio scorso, i soldi, fino a poco tempo prima depositati all'ufficio postale di Casalguidi e mai ritirati, non c'erano più. Nessuno sa dirmi che fine abbiano fatto. Dall'Inps - continua Bardelli - hanno richiesto alle Poste di avere indietro la cifra per restituirla alla mia famiglia. Quei 6.188 euro lordi però - avrebbero spiegato all'uomo dall'Istituto di previdenza - non sono mai arrivati a destinazione». Il caso, adesso, è seguito anche dal patronato Acli.
«Dall'ufficio postale di Casalguidi - riprende Bardelli - mi hanno detto che la competenza non è più della struttura locale e che la cifra da restituire, attualmente, è un problema soltanto tra le Poste centrali e l'Inps. Gli esperti dell'Acli hanno contattato la responsabile dell'unità di processo dell'Istituto ma da Pistoia hanno ribadito ancora una volta che i soldi non sono mai stati restituiti dal servizio postale.
Bardelli, in attesa dei 9 mesi di arretrati, denuncia una burocrazia lenta e irragionevole. «Ho agito nel pieno rispetto delle norme - spiega - Avevo la delega per il ritiro della pensione ma ovviamente, non appena mia moglie è venuta a mancare, ho sbrigato le pratiche in maniera regolare. A quel punto, per eseguire il ritiro, i soldi sarebbero dovuti tornare all'Inps e invece, adesso, non si capisce bene neppure in mano a quale ente o azienda siano. È una mancanza di rispetto per tutti noi che ci muoviamo all'interno della normativa e che, alla fine, ci ritroviamo di fronte a questi fatti. Vorrei sapere di chi è la responsabilità del ritardo accumulato e soprattutto dove sono finiti i soldi.
Dal 23 febbraio ad oggi ho assistito a un rimbalzo continuo di responsabilità. Sono stato all'Inps di Pistoia almeno tre volte in poco meno di due mesi. Dallo sportello mi hanno offerto parole gentili ma nessuna risposta. Lo stesso è successo con l'ufficio postale».
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