Il Tirreno

Pistoia

Gaia messa in mora dal Comune «Ci deve 1,2 milioni»

di Alessandro Sisi
Gaia messa in mora dal Comune «Ci deve 1,2 milioni»

La società dell’acqua ha impugnato il provvedimento Il sindaco: «Senza quei soldi dovremo bloccare gli stipendi»

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MARCELLO. Nuovo capitolo della querelle che vede da una parte il Comune di S. Marcello, dall’altra la società Gaia, gestore dell’acqua. Il sindaco Carla Strufaldi ha scritto a Gaia, ai presidenti della Regione, dell'Anci, e dell’Uncem per sollecitare un interessamento sulla vicenda. Il problema è il contenzioso su un mancato pagamento della società idrica nei confronti del Comune. La cifra, non comprensiva di Iva è di 1.261.602 euro. Un vero e proprio grido di allarme è stato lanciato dal sindaco, vista la grave situazione finanziaria in cui versa l’ente locale a causa del credito ancora insoluto a titolo dei rimborsi dei mutui contratti per la gestione .

«Sono state attivate, con esito al momento infruttuoso – si legge nella nota – le procedure di messa in mora, ingiunzione di pagamento (impugnata da Gaia Spa il cui procedimento è pendente presso il tribunale di Pistoia), atti di pignoramento presso terzi , che hanno avuto come oggetto alcuni conti correnti della società (il relativo procedimento esecutivo è stato impugnato dalla medesima Gaia ed è pendente presso il tribunale di Massa)».

Una situazione che si protrae dal 2005, diventata ormai «insostenibile per questo Comune – recita ancora la lettera –, in quanto crea pesanti tensioni sulla liquidità dell'ente. Ogni anno il credito aumenta in misura pari alla rata dei mutui da pagare (oltre circa 200mila euro annui). Si comprende bene che risulta inevitabile il ricorso a onerose anticipazioni di tesoreria, i cui costi finanziari sottraggono risorse che altrimenti sarebbero destinate ai servizi indispensabili per la comunità. È facile ipotizzare che il perdurare di questa situazione di insolvenza provocherà il blocco totale dei pagamenti, compresi gli stipendi ai propri dipendenti».

Strufaldi fa notare che un’eventuale inesigibilità del credito, anche parziale, «provocherebbe il dissesto finanziario di questo Comune. San Marcello ha sempre avuto un bilancio sano e non è accettabile che la solidità finanziaria dell'ente debba essere messa a repentaglio da una società esterna, peraltro nemmeno partecipata da questo Comune».

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