Sicurezza
Pd, la conta dei “ribelli” sale a 154
E Bartoli su Facebook rivela: per il sindaco non voterò centrosinistra
PISTOIA. “Scegliamo Pistoia”, il movimento dei seguaci di Roberto Bartoli, ha rifatto i conti: sono 154 almeno i tesserati Pd che, esasperati per il clima interno del partito, hanno deciso di lasciare la tessera. I 139 del primo annuncio, l’altro ieri, sono quindi cresciuti. E non basta: perché un’altra ventina di iscritti avrebbe la stessa identica intenzione ma preferisce – per ora – non renderla pubblica.
Nella stessa nota, “Scegliamo Pistoia” replica al Pd, che ieri aveva precisato di non aver ricevuto finora richieste di cancellazione dalle liste degli iscritti e aveva fatto notare – tra l’altro – che nel primo elenco diffuso di “ribelli” vi erano anche persone mai state iscritte. «Incomprensibile – si legge – la strumentale polemica montata dalla dirigenza Pd, che ancora una volta utilizza l ’ennesimo pretesto (in questo caso un mero errore materiale) invece di chiedersi come mai questo partito interessi sempre meno agli iscritti, ai cittadini e agli elettori».
I motivi alla base della rivolta sono stati ripetuti più volte:si ritiene che nel Pd pistoiese non vi sia reale democrazia e rispetto delle minoranze, i segretari sono considerati come difensori unilaterali di «interessi, per lo più personali, di alcune figure di spicco della maggioranza del partito» come si leggeva nel comunicato di due giorni fa. A scatenare la protesta, il no opposto dal Pd alla richiesta di Roberto Bartoli di far entrare lui stesso ed alcuni suoi rappresentanti nella lista dei candidati per il consiglio comunale.
Bartoli, giunto secondo con il 28% dei voti alle primarie di coalizione per sindaco, ha annunciato per primo che lasciava il partito. E sul suo profilo Facebook ha anche rivelato che al primo turno non voterà centro-sinistra per la scelta del sindaco. Più possibilista sui candidati consiglieri: cerca persone serie e libere nei vari schieramenti.
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