Il Tirreno

Pistoia

Il Grifone in lutto per la scomparsa di Roberto Pierattini

di Saverio Melegari

Cavaliere due volte Speron d’oro alla Giostra dell’Orso è morto a settant’anni dopo un improvviso malore

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PISTOIA. Negli anni Ottanta, è stato uno dei cavalieri più amati, soprattutto dal suo rione, che era il Grifone, della Giostra dell’Orso. Eppure quella non era la sua professione principale visto che, durante la settimana, si alzava presto al mattino per aprire la sua macelleria, a Cireglio. Ma c’è chi lo conosceva anche per la carriera ciclistica che, in età giovanile, lo portò ad essere un buon dilettante prima che si dedicasse completamente al suo mestiere di macellaio.

È anche per questi motivi che la scomparsa, nella serata di venerdì, di Roberto Pierattini, 70 anni, ha destato molto scalpore.

Un malore a cena, un semplice “non mi sento bene”, e poi si è accasciato al suolo. Una perdita immane per la famiglia e per chi, da una vita, lo conosceva, come tutti quei personaggi che, con qualche capello bianco in testa, gravitano nel mondo della Giostra dell’Orso. Anche perché Pierattini ha scritto il suo nome nell’albo d’oro di piazza Duomo, conquistando nel 1981 e nel 1987 lo Speron d’Oro.

«Eravamo legati a doppio filo da tante cose – ci spiega sconvolto ed in lacrime l’attuale presidente del Grifone, Marco Gasperini – era un personaggio unico che, negli anni della rinascita della Giostra dell’Orso, è stato fra quelli che si è adoperato in prima persona, ovviamente in maniera gratuita, a far ripartire e dare nuovo lustro alla manifestazione. In più, per il Grifone, è stato il nostro cavaliere principe per un decennio quando, in piazza Duomo, correvano soltanto i rionali e non si andava a pescare fantini da altre parti».

Anche chi Roberto Pierattini lo ha sempre avuto come avversario storico, ricorda quei momenti ed un episodio particolare che rimarrà impresso sempre nella memoria.

«In una edizione della Giostra – spiega Corsino Corsini, personaggio storico del Cervo Bianco – cadde in una tornata e mi ricordo che a sollevarlo da terra c’ero io, insieme ad un’altra persona: era una gara spartana, dove si sentiva il senso della competizione ma, soprattutto, c’erano persone serie in piazza. Questa perdita è molto dolorosa, anche se Roberto era conosciuto come ciclista e macellaio, il suo lavoro: non era un professionista, ma un semplice appassionato».

La camera ardente di Pierattini è stata allestita all’interno della sua abitazione di Cireglio, i funerali si svolgeranno domani pomeriggio alle ore 15 presso la chiesa del paese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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