Il Tirreno

Pistoia

Ricorso al giudice per maxi multa dei vigili

di Tiziana Gori
Ricorso al giudice per maxi multa dei vigili

Il comandante Napolitano: «Secondo il Codice della Strada l’ha spinta a fare da guardiamacchine»

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PISTOIA. «Non ho obbligato nessuno a fare il guardiamacchine. Ho solo chiesto a un’amica di farmi un favore».

Alessandro Fedi è stato multato dalla Polizia municipale per avere, secondo l’articolo 7, comma 15 bis del Codice della Strada “determinato” (spinto, ndr) Emmanuella, una ragazza nigeriana, “ad esercitare abusivamente l’attività di guardiamacchine”.

Una sanzione amministrativa salatissima - 726 euro - contro la quale Fedi, 49 anni, ha deciso di fare opposizione ricorrendo al giudice di pace.

I controlli. Il comandante della Polizia municipale, Giuseppe Napolitano, alcuni giorni fa era stato categorico: «Riprenderemo i controlli nei parcheggi, perché troppe persone, soprattutto anziani, ci segnalano un’eccessiva invadenza degli extracomunitari, che cercano di ricavare qualche spicciolo dagli automobilisti». Allo stesso tempo aveva messo sull’avviso dal rischio di lasciare in custodia ad extracomunitari la propria auto: «Per il Codice della strada - ricordava - si profila un reato punibile con una sanzione amministrativa di 700 euro».

Così era successo, il 29 marzo, ad Alessandro Fedi.

L’episodio. Fedi ha pagato un’ora di parcheggio. «Ma dovendo andare a una visita medica temevo di non riuscire a tornare in tempo. Allora ho chiesto ad Emmanuella, che si trovava nel parcheggio, se mi metteva un nuovo tagliando, nel caso il mio fosse scaduto. Poi le avrei restituito i soldi».

Poco dopo in Porta al Borgo arrivano, per un controllo, un ispettore e due agenti della Pm, che chiedono i documenti alla ragazza. Lei non li ha. Le chiedono di seguirli al comando. Emmanuella spiega che ha le chiavi dell’auto di un amico. Viene accompagnata al comando, dove la ragazza riesce a farsi portare i documenti e dimostrare la regolarità della propria permanenza in Italia. Ma nei guai ci finisce Alessandro Fedi. Secondo quanto disposto dal Codice della Strada, per i vigili urbani, lui ha spinto Emmanuella a custodirgli l’auto. Dalla targa della Ford Fiesta si risale all’intestario (la madre di Fedi), una signora di 80 anni a cui viene preparato un regalino pasquale di 726 euro.

Nel frattempo Alessandro Fedi torna al parcheggio. «L’auto c’era ma Emmanuella no. Ho dovuto chiamare un taxi per tornare a casa e prendere le secondi chiavi. Emmanuella l’ho trovata di nuovo il giorno dopo in Porta al Borgo. Mi ha detto che le chiavi erano al comando dei vigili urbani. Nessuno mi aveva contattato. Né contattato mia madre, che è l’intestaria dell’auto».

Fedi, che in quel momento si trovava proprio con la mamma, è andato in via Pertini, ricevendo le chiavi, e il verbale. «Ha tempo un mese per fare ricorso al giudice di pace», gli spiega un vigile. Cosa che l’automobilista ha intenzione di fare.

Amare le sue considerazioni: «Pistoia non è invasa da parcheggiatori abusivi o guardiamacchine. Questo episodio mi ha provocato un profondo malessere. Se devo guardare con diffidenza anche la Polizia municipale...».

Il comandante. Napolitano tende una mano a Fedi. «Il verbale è formalmente ineccepibile - replica Napolitano -. Non entro nel merito delle ragioni espresse da Fedi. Non lo considero, ora che so cosa è avvenuto, un comportamento disdiscevole. Il giudice di pace farà le sue valutazioni. L’automobilista spiegherà, noi faremo notare cosa prevede il Codice. Mi auguro che il giudice tenga conto delle ragioni sottese al comportamento del Fedi».

I controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane. «Invito gli automobilisti - raccomanda Napolitano - a non cadere nemmeno nella truffa del tagliando scaduto. A prendere dei tagliandi, pagarli, per poi accorgersi che sono scaduti. Abbiamo già trovato diversi casi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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